Sono stati bocciati gli emendamenti di Italia Viva e Forza Italia che miravano a sopprimere l’articolo 35 del Milleproroghe, quello che facilita la revoca delle concessioni autostradali prevedendo tra l’altro che, in attesa delle gare, subentrerebbe la società pubblica Anas. Mentre è ancora in corso l’esame del provvedimento alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, resta quindi in piedi il percorso previsto dal testo del governo. I tre emendamenti soppressivi erano stati rispettivamente firmati dai deputati Gianluca Rospi (ex M5S, ora nel Misto), Luciano Nobili (Italia Viva), Mariastella Gelmini (FI). L’obiettivo era arrivare nell’Aula di Montecitorio venerdì ma c’è stato un ulteriore slittamento dei lavori in commissione e l’esame avrà inizio in Assemblea solo lunedì mattina. Con ogni probabilità, a quel punto verrà posta la fiducia, visto che il provvedimento deve passare ancora al Senato ed ottenere il via libera definitivo entro fine mese.

Approvato invece l’emendamento del governo che consente ai medici, su base volontaria, di rimanere in servizio anche superati i 40 anni di attività, fino a 70 di età. Una misura già adottata in alcune Regioni e che viene consentita a tutto il Servizio sanitario fino al 2022. Inoltre i medici specializzandi potranno essere inquadrati a tempo determinato e con orario parziale (per consentire, in contemporanea, di completare la specializzazione) già dal terzo anno di corso. Gli specializzandi dunque saranno ammessi ai concorsi per l’accesso alla dirigenza sanitaria, “a partire dal terzo anno del corso di formazione” e non più all’ultimo anno. Nel caso in cui lo specializzando vinca il concorso, prevede la norma, viene collocato “in graduatoria separata”. L’emendamento proroga al 31 dicembre 2022 la possibilità per le Asl di assumere con contratti part time a tempo determinato gli specializzandi inseriti delle graduatorie separate.

Tra gli altri emendamenti approvati ce n’è uno di Italia viva per la stabilizzazione di tutti i 654 precari di Anpal servizi: vengono stanziati 3 milioni di euro in due anni. “Si tratta di un investimento necessario anche a fronte dei maggiori compiti dell’Agenzia per la gestione del Reddito di cittadinanza“, ha commentato la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo. “Senza l’esperienza e la professionalità di questo capitale umano, passare alla fase due è praticamente impossibile. Mi auguro che il presidente Anpal, Parisi, presenti adesso un piano adeguato per i lavoratori e per i servizi che l’agenzia doveva già aver implementato”.

Nei giorni scorsi sono poi passati emendamenti del governo che riguardano interventi di sostegno al reddito per i lavoratori di aziende in crisi. Si tratta, nello specifico, della proroga della Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva (per uno stanziamento di 19 milioni per il 2020) e di un intervento per i call center (con una integrazione delle indennità per un massimo di 20 milioni nel 2020). Prevista anche la Cigs per un anno per le imprese che si trovano nelle aree di crisi industriale in Campania e Veneto, e mobilità in deroga per le aree Venezia-Porto Marghera e altre della Campania.

Pare invece rimandato alle prossime ore l’esame del nodo Rc familiare. La manovra prevede che si possa chiedere la classe di merito del parente più virtuoso: la norma entrerà in vigore il 16 febbraio. Una serie di emendamenti però ne chiede lo slittamento a giugno o ad aprile. Non solo, fra le richieste, ce ne sono alcune che prevedono delle “penalità” se l’automobilista che ha goduto dello sconto provoca degli incidenti stradali. L’aggiustamento è ancora in fase di limatura.

Fra le proposte approvate, poi, c’è il ripristino di parte delle norme sulla trasparenza sugli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione che erano state ‘cancellate’ a fine anno, sollevando le critiche dell’Anticorruzione. L’emendamento reintroduce gli obblighi, ma rimanda la definizione della materia a regolamenti che potranno prevedere deroghe agli obblighi di trasparenza per alcune categorie, come i medici, i vertici delle Forze di polizia e delle Forze armate. Viene poi concesso più tempo ai titolari di concessioni per lavori o servizi pubblici per mettersi in regola con le nuove norme del codice degli appalti, che li obbliga a bandire gare per l’80% dei contratti che superino la soglia dell’affidamento diretto, 150mila euro.

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