Bettino Craxi come Nilde Iotti. Pesaro dedicherà all’ex presidente del Consiglio una strada e alla prima presidente donna della Camera dei giardini pubblici. Il sindaco Matteo Ricci lo ha annunciato con lo stesso intervento su facebook, dando appuntamento per primavera all’inaugurazione dei due luoghi della città marchigiana. Ricci ricorda che cadono quest’anno due anniversari che spingono a ricordare il leader socialista (a vent’anni dalla morte) e la dirigente comunista e staffetta partigiana (a cent’anni dalla nascita).

Craxi, dice Ricci, “è stato protagonista della politica italiana per tutti gli anni Ottanta. Ognuno rimane del suo giudizio sugli errori commessi e nessuno vuole rimuovere le vicende giudiziarie di Tangentopoli, ma è giunta l’ora di guardare le cose da un punto di vista storico”. Craxi è morto in Tunisia da latitante: aveva subito infatti due condanne definitive (nei processi Eni-Sai e Metropolitana Milanese) per una pena totale di dieci anni; un altro processo era finito con la prescrizione, mentre altri erano ancora in corso. Iotti, come è noto, fu completamente estranea a Tangentopoli e morì da incensurata nel 1999, omaggiata da funerali di Stato. Fu la prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato.

A Craxi Pesaro dedicherà una via di circa 400 metri in fase di realizzazione che collegherà i quartieri di Cattabrighe e Vismara. “Leader socialista e Presidente del Consiglio, è stato protagonista della politica italiana per tutti gli anni ’80. Ognuno rimane del suo giudizio sugli errori commessi e nessuno vuole rimuovere le vicende giudiziarie di Tangentopoli, ma è giunta l’ora di guardare le cose da un punto di vista storico”, scrive Ricci su facebook. “La statura politica – ha aggiunto – la visione europea, la politica internazionale di Craxi sono indiscutibili e la sua politica ha segnato la vita del paese e la storia del riformismo italiano”. Il nome della Iotti sarà dato ai nuovi giardini del Mare in via Colombo che – spiega il sindaco – “torneranno infatti ad essere giardini artistici grazie alla collaborazione della Fondazione Scavolini, di Aspes e della scuola di Agraria”.

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