Una nuova richiestta di processo per Matteo Salvini è sul tavolo della Giunta per le immunità del Senato. La vicenda è relativa al caso della Open Arms, a bordo della quale c’erano 164 migranti. Fu il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, a ordinare lo sbarco per una emergenza sanitaria a bordo e a iscrivere nel registro degli indagati il leader leghista. In mattinata l’organismo parlamentare ha incardinato il caso per valutare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini da parte del tribunale dei ministri di Palermo. All’ex ministro dell’Interno i giudici contestano le accuse di sequestro di persona aggravato e rifiuto di atti d’ufficio, per aver bloccato per alcuni giorni lo sbarco dei migranti dalla nave della ong spagnola nell’agosto scorso. Poi, in base al calendario dei lavori, entro il 17 febbraio Salvini potrà presentare una memoria scritta oppure quel giorno verrà sentito dalla commissione. Il voto è previsto il 27 febbraio e comunque non oltre il 3 marzo.

“Ho illustrato la richiesta dell’accusa, che ritiene siano state violate una serie di norme in riferimento ai minori e agli altri migranti, che poi sbarcarono dalla Open arms il 20 agosto. Ho riassunto il contenuto di circa 110 pagine”, ha spiegato il presidente della Giunta Maurizio Gasparri, che è anche relatore del caso, uscendo dalla riunione. “Questo caso è più complesso – ha aggiunto il senatore di Forza Italia – perché qui c’è anche un carteggio tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno di allora, nel periodo di ferragosto che coincise con una fase politica molto complessa e accesa. Ad esempio il presidente del Consiglio faceva esortazioni limitate ad alcuni aspetti. Bisogna guardare le carte perché riguardavano alcuni segmenti della vicenda, specialmente sui minori. Poi è intervenuto il Tar, sono state impugnate alcune decisioni del Tar da parte del ministero dell’Interno. Insomma c’è un’oggettiva maggiore complessità perché ci sono fatti più articolati e bisogna valutarli tutti. La Giunta deve fare una valutazione di ordine giuridico, non di appartenenza politica a questo o quel gruppo, sennò si farebbe presto. Noi dobbiamo entrare nel merito della vicenda, almeno io lo faccio”.

Poi facendo riferimento alla precedente richiesta di autorizzazione a procedere ricevuta dalla Giunta su Matteo Salvini per il caso Gregoretti, su cui l’Aula darà il voto definitivo il 12 febbraio, Gasparri ha aggiunto: “E’ vero che si è arrivati anche a forme di decisioni molto politiche, ad esempio di un gruppo che condivideva la mia relazione ma per ragioni politiche ha votato contro. Questo è nel libero arbitrio dei gruppi e dei parlamentari, ma il relatore deve esaminare i fatti e proporne un’interpretazione alla luce delle norme. Non a caso anche il dibattito del 12 febbraio in Aula si profila per certi aspetti più politico che giuridico”.

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