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Politica

4 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento: 12:53 del 4 Febbraio 2020

Una via per Borrelli a Milano, sì da M5s, Pd e Lega: “Ha portato aria pulita”. Forza Italia riscrive la storia: “Condannati degli innocenti”

di Simone Bauducco
Simone Bauducco
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Francesco Saverio Borrelli

Milano

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Il Fatto Quotidiano

Intitolare una via di Milano a Francesco Saverio Borrelli? I consiglieri comunali sono divisi sull’ipotesi lanciata dal Fatto Quotidiano con una petizione che ha già raccolto 50mila firme. “Non sono d’accordo perché ritengo che i magistrati debbano fare il loro dovere, cioè esercitare la giustizia non fare rivoluzioni politiche”, dice Fabrizio De Pasquale, di Forza Italia, al Fattoquotidiano.it. Il collega azzurro Alessandro De Chirico va oltre, riscrivendo a modo suo anche la storia giudiziaria dei processi di Mani Pulite: “Sono state condannate delle persone innocenti”.

Di idea opposta Patrizia Bedori, del Movimento 5 stelle, che, una volta letta la petizione, ha “presentato una controproposta di dedicare una via a Borrelli” perché, spiega “vanno ricordati i fatti e il Pool di Mani Pulite è un fatto: ha debellato tangentopoli”. Concorde anche Alessandro Morelli, della Lega che però sottolinea che bisogna “guardare al futuro”. Anche il Partito democratico sostiene la proposta del Fatto quotidiano. “È una cosa naturale e positiva pensando al suo ruolo per questa città. Proprio quest’anno l’abbiamo riconosciuto con la medaglia d’oro alla memoria”, spiega Filippo Maria Barberis, capogruppo dem in consiglio. Francesco D’Alfonso, infine, della lista Beppe Sala sindaco, ricorda che “devono passare dieci anni dalla morte”.

In consiglio comunale a Palazzo Marino lunedì si è discussa la proposta di intitolare una strada a Bettino Craxi, la figura politica più importante tra quelle coinvolte in Tangentopoli. La mozione, presentata da Forza Italia, è osteggiata dal centrosinistra e dal M5s che quando ha cominciato ad elencare le condanne dell’allora leader del Psi ha suscitato la protesta dei berlusconiani che sono usciti dall’aula.

Una strada di Milano per onorare Francesco Saverio Borrelli – CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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  • 16:35 - Sanità, Cicchetti (Altems): "Liste d'attesa? Serve coraggio per taglio prestazioni inutili"

    Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - Per ridurre le liste d'attesa in sanità, oltre a "monitorare," "potenziare l'offerta", indicare "le buone pratiche e le linee guida", "migliorare l'appropritezza" prescrittiva, "dobbiasmo avere il coraggio per fare delisting sistematico". Sappiamo, infatti, "che tante prestazioni non dovrebbero essere fatte, sono obsolete, non generano alcun valore per il percorso diagnostico terapeutico dei cittadini": sono prestazioni inutili. Pochi progetti mirati, "già pronti", potrebbero decongestionare e far risparmiare "3 miliardi di euro". Lo ha sostenuto, in sintesi, Americo Cicchetti, docente di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell'università Cattolica del Sacro Cuore, direttore di Altems e commissario Agenas fino a pochi mesi fa, intervenuto oggi in collegamento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', che si è tenuto al Palazzo dell'Informazione a Roma.

    Ma come è possibile fare delisting delle prestazioni obsolete? "Attraverso la Commissione nazionale aggiornamento Lea - ha spiegato - che, tra l'altro, è stata rimodulata per agire in maniera un po' più rapida. Speravo cha fine 2025 uscisse un ulteriore aggiornamento dei Lea, purtoppo questo non è accaduto", ma comunque "la commissione è costruita per avere un ritmo annuale nel tirare fuori delle decisioni". Il delisting, ha continuato Cicchetti, che è stato anche direttore generale della Programmazione del ministero della Salute, "può beneficiare di uno strumento che ci ha messo a disposizione il Mef e che si chiama 'Programma di analisi e valutazione della spesa', su cui il ministero della Salute ha investito".

    Cicchetti ha evidenziato che sono state individuate "anche poche cose semplicissime" in grado di generare risparmio e decongestionare le liste d'attesa. "Per esempio: smettiamola di fare la routine preoperatoria per le chirurgie di basso livello di rischio. Eleminando totalmente quello che è l'attuale pacchetto di diagnostica preoparatoria, che oggi si fa negli ospedali italiani, toglieremo 120 milioni di euro di spesa, senza colpo ferire. E con altri 4 progetti simili, che sono già stati scritti, è possibile ottimizzare 3 miliardi di ulteriore spesa sanitaria: i 120 milioni sono solo il primo esempio". Per risolvere l'annosa questione delle liste d'attesa, insomma, "ci vuole sistematicità e non basta avere la Piattaforma di monitoraggio", ha concluso.

  • 16:25 - Draghi: “Fine delle regole globali, il commercio è ormai guidato dalla geopolitica”

    (Adnkronos) - Mario Draghi torna alla Sapienza per un intervento davanti agli studenti del corso di Economia delle istituzioni, in occasione della presentazione del volume “Temi di economia e politica economica. Scritti per Luciano Marcello Milone”, curato da Nicola Acocella e Gian Cesare Romagnoli e pubblicato dalla Sapienza Università Editrice. L'ex governatore della Bce ne ha scritto la presentazione.

    L’incontro è stato organizzato dal Dipartimento di Economia e diritto insieme alla Facoltà di Economia, le due strutture presso le quali Luciano Marcello Milone ha svolto la sua attività di docente, “offrendo un contributo scientifico rilevante, in particolare nei campi dell’economia internazionale, oltre che europea e italiana”, recita l’invito alla presentazione.

    Ad aprire i lavori i saluti della rettrice Antonella Polimeni, del preside Giovanni Di Bartolomeo e del direttore del Dipartimento Michele Raitano. A discutere il volume Carlo Pietrobelli (Roma Tre), Daniele Franco (già Ministro dell’Economia e ragioniere generale), Giorgia Giovannetti (Università di Firenze) e Giuseppe Attanasi (Sapienza), prima del dibattito con gli autori e dell’intervento di Draghi. Tra i presenti, anche l’ex governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

    Nel suo discorso, che l'Adnkronos ha potuto ascoltare, l’ex presidente del Consiglio ha richiamato la lezione di Federico Caffè: “Ci ha abituato a dubitare del pensiero dominante. Quando tutti sembrano pensarla in un modo, Federico Caffè riusciva a richiamarci all’indipendenza di pensiero, di giudizio”.

    Un richiamo che si intreccia con le trasformazioni in corso nell’economia globale: “Fino a poco tempo fa la saggezza dei mercati è stata la guida dell’economia. Oggi si vanno sostituendo politiche industriali di grande dimensione. Lo Stato, che per tantissimi anni aveva visto ridurre i suoi poteri, torna l’attore fondamentale”.

    Draghi ha poi sottolineato il mutamento degli equilibri internazionali: “Le relazioni commerciali, prima governate da regole multilaterali condivise, oggi sono dominate essenzialmente da alleanze geopolitiche, di cui la potenza militare ed economica sono ormai strumenti espliciti”.

    Il libro raccoglie saggi di colleghi e studiosi dedicati alla memoria di Luciano Marcello Milone, contributi che riflettono temi centrali del dibattito economico contemporaneo, dalle politiche pubbliche al ruolo delle istituzioni, fino ai cambiamenti dell’ordine economico globale.

  • 16:21 - Martone (Sobi): "L'accesso ai farmaci migliora organizzando i processi di approvvigionamento"

    Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "Sull'accesso al farmaco dobbiamo considerare un aspetto formale, quello dei prontuari regionali e ospedalieri, e uno sostanziale, di cura, quindi sul fatto che il paziente abbia effettivamente la disponibilità del farmaco. Questo dipende da dinamiche di approvvigionamento, quindi dinamiche che integrano punti di vista più relativi a un'organizzazione di processo che non a un bisogno clinico". Così Nicoletta Martone, Governmental Affairs and Patient Access Associate Director, Sobi Italy, intervenendo al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.

    "E' chiaro - continua Martone - che il Testo unico" sulla farmaceutica, in fase di realizzazione, "non può fare riferimento a questo, ma esiste un altro compendio normativo a riguardo - sta venendo licenziato in questi giorni - che è il decreto legge 19 del febbraio 2026 che effettivamente dà un'ulteriore sostanza e struttura a quello che è il codice degli appalti. Sostanzialmente prevede che ci sia la possibilità di avere un accesso precoce, attraverso modalità di approvvigionamento semplificate, per tutti i farmaci per i quali ci sia un diritto esclusivo. In questo senso, se riuscissimo a creare una condizione in cui le procedure negoziate fossero regionali, fossero rese strutturali e pianificate, come avviene in alcune Regioni - cito il caso della Sicilia che è una best practice in questo, per quanto riguarda le malattie rare e non solo - allora riusciremmo a cambiare e ad accelerare, per il paziente, l'accesso a una terapia".

    "L'innovazione, sempre, ma specialmente nelle malattie rare - sottolinea Martone - non può essere valutata solo da un punto di vista regolatorio e tecnologico. L'innovazione è qualcosa che colpisce l'intera popolazione e che provoca un incremento della salute collettiva. In questo senso il fattore tempo è sicuramente una componente essenziale del valore: un'innovazione che arriva tardi è un'innovazione che di fatto è inutile al sistema. Dobbiamo quindi far passare l'innovazione da una condizione di ipotesi a una condizione in atto. Questo - avverte - è possibile riducendo le disuguaglianze regionali che significa inserire dei sistemi di monitoraggio che non siano solo sugli outcome, ma anche sull’appropriatezza. Il secondo step - conclude - è creare una programmazione condivisa, a livello regionale, tramite dei meccanismi di real world data, in modo tale che tutti gli stakeholder si siedano a un tavolo e possano cominciare a creare il sistema atto a fare inserire in maniera efficace l'innovazione".

  • 16:15 - Società, ricerca Ichnusa: 4 italiani su 10 riconquistano ritmo vita, per 1 su 2 birra simbolo momenti qualità

    Roma, 15 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Viviamo davvero nell’epoca del “tutto e subito”? Non necessariamente. Secondo la ricerca ‘Gli italiani e il tempo ritrovato’, commissionata da Ichnusa ad AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, gli italiani stanno costruendo, momento per momento, un rapporto più consapevole (e risolto) con il proprio tempo. Il quadro che emerge è quello di un Paese in transizione positiva: il 46% ha già ritrovato il proprio ritmo - il 38% si descrive “in controllo del proprio tempo” e il 9% addirittura “a passo lento, per godermi davvero quello che faccio”. E il 45% si dichiara (molto o abbastanza) soddisfatto del proprio rapporto con il ritmo della vita. A commissionare lo studio è Ichnusa, la birra sarda che da sempre racconta un territorio dove il tempo si vive con intensità e rispetto, lo stesso principio che ispira ‘Ichnusa Metodo Lento’, l’ultima nata dello storico birrificio di Assemini che ha scelto di dedicare più tempo al cuore del processo birrario, la fermentazione, esprimendo al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti.

    Nel ranking delle esperienze che meglio rappresentano il “tempo ritrovato”, “una birra con gli amici” ottiene il 54% delle preferenze, superando persino il gesto simbolo della nostra epoca digitale e iperconnessa: spegnere lo smartphone per qualche ora (53%). A confermare questa bevanda come simbolo del tempo di qualità, per oltre 1 italiano su 3 (37%) bere una birra (da solo o in compagnia) è già oggi uno dei momenti ideali in cui è possibile ritagliarsi il “tempo giusto”, insieme a una passeggiata all’aria aperta (62%) e al relax sul divano (61%). Il cammino verso l’equilibrio non è privo di ostacoli. Il 67% degli italiani sente ancora che la propria vita segua una “tabella di marcia decisa dagli altri”, quella sequenza implicita di tappe che la società si aspetta: studiare, lavorare, sposarsi, fare carriera. Tra la Gen Z la pressione tocca l’81%. Eppure, gli italiani sanno esattamente cosa vogliono: dedicare più tempo alle relazioni profonde (59%), alla cura di sé (57%) e alle passioni personali (53%). Il lavoro si ferma al 21%, ultimo in classifica. Un segnale chiaro: per gli italiani il “tempo di qualità” è sinonimo di vita piena più che di produttività.

    Sul fronte della svolta personale, il 27% indica l’approccio mentale come la prima cosa da cambiare per ritrovare il proprio tempo. Imparare a vivere nel presente, senza rimpianti e senza accelerare. La cultura del “tempo giusto” travalica la dimensione personale e investe anche le scelte di consumo. Il 96% degli italiani apprezza chi, anche in ambito alimentare, si prende il tempo necessario per realizzare un prodotto fatto con cura: il 50% lo vede come “segno di attenzione”, il 46% come “una scelta interessante se porta a un buon risultato”. Applicato alla birra, questo principio trova una risposta entusiasta: alla presentazione di Ichnusa Metodo Lento, il 78% degli italiani si dichiara interessato a provarla. Con un picco dell’82% in Sardegna, terra natale di Ichnusa e unico luogo dove ancora oggi questa birra viene prodotta.

    “Quando quasi 8 italiani su 10 ci dicono che vorrebbero provare Metodo Lento, capiamo che stiamo parlando di qualcosa di più grande di una bevanda”, commenta Cristina Newburgh, Marketing Manager Ichnusa. “Non è una questione di rallentare per forza, ma di dare il tempo giusto a ciò che conta: alle persone, ai momenti, alle cose fatte bene. Metodo Lento nasce esattamente da questa convinzione, la stessa con cui, ad Assemini, facciamo birra da più di cento anni”. Se c’è un territorio che anticipa già oggi ciò che il resto d’Italia sta imparando, è la Sardegna. Solo il 24% degli isolani si definisce frenetico (vs 38% nazionale), il dato più basso d’Italia. La pressione della “tabella di marcia sociale” scende al 61% (vs 70% del Nord-est). L’adesione al principio “quando dedichiamo il giusto tempo tutto riesce meglio” è all’87%, tra le più alte d’Italia.

    Non è un caso che Ichnusa, nata e radicata in quest’isola, abbia scelto di raccontare proprio il valore del tempo. La ricerca lo conferma: gli italiani associano la Sardegna all’idea di tempo ritrovato. Un aperitivo al tramonto vista mare ad Alghero, il silenzio nel Supramonte, una cena lenta in Barbagia. Un immaginario che parla la stessa lingua di chi sceglie di usare il tempo giusto per fare le cose per bene.

    E Ichnusa Metodo Lento nasce dal rispetto per il tempo e dalla passione per la qualità. Per questa birra, infatti, i mastri birrai di Assemini hanno scelto di dare più tempo alla fase di fermentazione, il cuore del processo birraio. Questo tempo extra permette al lievito di lavorare con calma, il luppolo emerge con maggiore chiarezza, il corpo è più pieno risultando una birra molto bilanciata. Si tratta di una lager chiara con un grado alcolico di 4,3% vol., dal corpo pieno e gusto rinfrescante in perfetto equilibrio; il gusto è accessibile, adatto a più occasioni di consumo, perfettamente complementare a Ichnusa Non Filtrata. Ichnusa Metodo Lento è l’ultimo capitolo di una storia centenaria, che racconta la passione per la qualità e la continua voglia di innovare dello storico birrificio di Assemini.

  • 16:11 - Liste d'attesa in sanità, Magi (Sumai): "Più medici specialisti sul territorio e rafforzare Case comunità"

    Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "Per ridurre le liste d'attesa non esistono soluzioni miracolose: è necessario aumentare il numero di medici specialisti sul territorio e rafforzare le Case di comunità". Lo ha detto Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.

    Le liste d'attesa "riguardano soprattutto visite cardiologiche, ortopediche, neurologiche, oculistiche - sottolinea Magi - e di conseguenza la carenza di specialisti porta spesso a un uso improprio dei pronto soccorso, che vengono utilizzati anche per problemi non urgenti". Secondo Magi, "il problema non si risolve semplicemente aumentando i medici di medicina generale, se non si interviene in modo strutturale sull'organizzazione del sistema".

    Il presidente del Sumai è poi tornato sulla necessità di "dare continuità al decreto sulle liste d'attesa attraverso l'approvazione del Ddl 'Professioni sanitarie' attualmente fermo alla Camera da 8 mesi dopo il via libera del Senato".

  • 16:06 - Adsp del mare Sicilia occidentale al Seatrade di Miami, Tardino taglia nastro padiglione 'CruiseItaly'

    Palermo, 15 apr. (Adnkronos) - La presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale Annalisa Tardino e il viceconsole d’Italia Giacomo Montrasio tagliano il nastro del padiglione 'CruiseItaly' al Seatrade Cruise Global, appuntamento di riferimento mondiale per l’industria delle crociere, in corso a Miami. Lo stand, coordinato da Assoporti, ha riunito le sedici autorità di sistema portuale italiane in un’unica vetrina nazionale, sotto un’unica identità, rafforzandone l’immagine. Tra gli incontri, la partecipazione dell’AdSP siciliana alle attività di MedCruise, dove è stato confermato dalla presidente Theodora Riga che Palermo ospiterà, dal 9 al 12 giugno, la 68ª Assemblea generale dell’Associazione, uno dei momenti più rilevanti per il network crocieristico del Mediterraneo. “Un appuntamento che porterà nella nostra città i principali stakeholder del comparto crocieristico mediterraneo e la stampa internazionale: saremo felici di promuovere i nostri porti e i nostri territori”, ha commentato Tardino.

    Come ogni anno, sono stati presentati da Cemar Agency Network i dati sulle previsioni del 2026 che hanno offerto una fotografia chiara del posizionamento raggiunto: Palermo si conferma il quarto scalo italiano per numero di crocieristi con un milione, dopo Civitavecchia, Napoli e Genova. Tra le regioni, la Sicilia è quarta con 2,14 milioni di crocieristi, ovvero il 14,2% del totale, che toccherà il record di 15,1 milioni (+ 2% rispetto al 2025), e che è destinato a crescere ulteriormente nel 2027. Tra i gruppi armatoriali, la leadership è di MSC. Si tratta di risultati che non rappresentano un punto di arrivo, ma una base solida su cui innestare nuove traiettorie di crescita. In questa direzione si inserisce anche l’interlocuzione avviata con Royal Caribbean International. I rappresentanti della compagnia hanno mostrato interesse concreto per le prospettive di sviluppo del porto di Palermo: la compagnia, che il prossimo giugno lancerà e posizionerà nel Mediterraneo la Legend of the Seas, la nave più grande al mondo, guarda con attenzione a nuovi scali in grado di coniugare capacità infrastrutturale e qualità dell’esperienza.

    In un quadro internazionale attraversato da tensioni e instabilità che incidono inevitabilmente sulle scelte degli itinerari, il Mediterraneo si configura come uno spazio pronto a riacquisire centralità e i porti della Sicilia occidentale possono intercettare nuove opportunità, a condizione di saper interpretare con lucidità e rapidità i cambiamenti in atto. A suggellare la partecipazione, il riconoscimento ricevuto da Palermo come “porto del sud”, assieme a Ravenna “porto del nord”, nel corso della serata degli “Oscar dei porti”, testimonianza del lavoro portato avanti dall’Autorità e della crescente attenzione internazionale verso il sistema portuale gestito. Tre giornate dense, che si concluderanno domani, nelle quali relazioni istituzionali, confronto tecnico e visione strategica si sono intrecciati di continuo, restituendo la misura di quanto oggi la competitività di un porto si giochi ben oltre i propri confini fisici.

    “Essere qui – conclude la presidente dell’AdSP, Annalisa Tardino, che oggi ha visitato il mega terminal di MSC, inaugurato lo scorso anno – significa stare dentro i luoghi in cui si prendono decisioni che avranno effetti concreti nei prossimi anni. Palermo oggi è riconosciuta, ascoltata, osservata con interesse. Ma questo non basta. Dobbiamo continuare a lavorare sulla qualità delle infrastrutture, sulla sostenibilità, sull’efficienza dei servizi e sulla capacità di costruire relazioni solide con gli operatori. Se il Mediterraneo tornerà a essere uno degli assi portanti del traffico crocieristico, sarà anche perché alcuni porti avranno saputo farsi trovare pronti. Il nostro obiettivo è essere tra questi”.

  • 16:05 - Agrofarma e FederBio lanciano il Manifesto per il Biocontrollo

    Roma, 15 apr. (Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato.

    Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola.

    L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile.

    All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo.

    “Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”.

    “Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".

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