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Politica

4 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento: 12:53 del 4 Febbraio 2020

Una via per Borrelli a Milano, sì da M5s, Pd e Lega: “Ha portato aria pulita”. Forza Italia riscrive la storia: “Condannati degli innocenti”

di Simone Bauducco
Simone Bauducco
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Francesco Saverio Borrelli

Milano

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Intitolare una via di Milano a Francesco Saverio Borrelli? I consiglieri comunali sono divisi sull’ipotesi lanciata dal Fatto Quotidiano con una petizione che ha già raccolto 50mila firme. “Non sono d’accordo perché ritengo che i magistrati debbano fare il loro dovere, cioè esercitare la giustizia non fare rivoluzioni politiche”, dice Fabrizio De Pasquale, di Forza Italia, al Fattoquotidiano.it. Il collega azzurro Alessandro De Chirico va oltre, riscrivendo a modo suo anche la storia giudiziaria dei processi di Mani Pulite: “Sono state condannate delle persone innocenti”.

Di idea opposta Patrizia Bedori, del Movimento 5 stelle, che, una volta letta la petizione, ha “presentato una controproposta di dedicare una via a Borrelli” perché, spiega “vanno ricordati i fatti e il Pool di Mani Pulite è un fatto: ha debellato tangentopoli”. Concorde anche Alessandro Morelli, della Lega che però sottolinea che bisogna “guardare al futuro”. Anche il Partito democratico sostiene la proposta del Fatto quotidiano. “È una cosa naturale e positiva pensando al suo ruolo per questa città. Proprio quest’anno l’abbiamo riconosciuto con la medaglia d’oro alla memoria”, spiega Filippo Maria Barberis, capogruppo dem in consiglio. Francesco D’Alfonso, infine, della lista Beppe Sala sindaco, ricorda che “devono passare dieci anni dalla morte”.

In consiglio comunale a Palazzo Marino lunedì si è discussa la proposta di intitolare una strada a Bettino Craxi, la figura politica più importante tra quelle coinvolte in Tangentopoli. La mozione, presentata da Forza Italia, è osteggiata dal centrosinistra e dal M5s che quando ha cominciato ad elencare le condanne dell’allora leader del Psi ha suscitato la protesta dei berlusconiani che sono usciti dall’aula.

Una strada di Milano per onorare Francesco Saverio Borrelli – CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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  • 11:41 - Ucraina, maxi attacco contro la Russia: colpita raffineria. Sindaco Mosca: "Vogliono sabotare elezioni"

    Mosca, 20 set. (Adnkronos) - Notte di attacchi incrociati tra Ucraina e Russia. Due persone sono morte in seguito a un attacco di droni ucraini nella regione di Mosca, ha reso noto il governatore Andrei Vorobyov, aggiungendo che "durante la notte, la regione di Mosca è stata oggetto di un massiccio attacco di droni. Dalle 3 alle 5 del mattino, le forze di difesa aerea e i sistemi di guerra elettronica hanno abbattuto e neutralizzato 249 droni in 17 distretti. L'attacco continua", ha scritto su Telegram.

    Le autorità aeronautiche russe hanno temporaneamente limitato le operazioni negli aeroporti di Domodedovo e Zhukovsky, vicino a Mosca, durante la notte, citando problemi di sicurezza aerea.

    Un attacco ha danneggiato un impianto della raffineria di petrolio della città,ha riferito il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, aggiungendo che non ci sono stati feriti e che i servizi di emergenza sono intervenuti sul posto. Su Telegram il primo cittadino della capitale russa parla di 1.600 droni abbattuti da ieri, di cui "450 mentre si avvicinavano a Mosca. Ciononostante, alcuni droni hanno raggiunto il territorio della raffineria MN, e uno ha colpito un edificio residenziale. Non ci sono state vittime. Questo attacco senza precedenti è stato chiaramente pianificato con l’obiettivo di sabotare le elezioni. Il nemico non ci è riuscito", conclude.

    Un funzionario elettorale, riporta l'agenzia russa Ria è morto nell'attacco di un drone di Kiev contro un autobus nella parte della regione ucraina di Kherson controllata e annessa unilateralmente dai russi. La Russia sta conducendo le elezioni legislative anche nelle quattro regioni ucraine occupate e annesse nel settembre 2022, annessione considerata illegale dalla comunità internazionale e dall'Onu.

    "La nostra risposta a lungo raggio ha avuto un impatto molto significativo nella regione di Mosca la notte scorsa. Uno degli impianti petroliferi chiave e strutture logistiche dell'aggressore sono stati colpiti". E' quanto scrive Volodymyr Zelensky commentando su X il massiccio attacco con droni lanciato contro Mosca. "Questi sono miliardi di dollari che sostengono la macchina di guerra", continua il presidente ucraino riferendosi agli obiettivi russi colpiti, indicando il tipo di sistemi di armi usati durante l'attacco e ringraziando "i nostri guerrieri per la loro precisione, i servizi di sicurezza dell'Ucraina insieme alle forze per i sistemi senza piloti, le forze per le operazioni speciali, l'intelligence della Difesa". "Mosca deve mettere fine a questa guerra brutale e scegliere la pace invece di costruire strati di difesa aerea a scapito di altre regioni - conclude Zelensky - passi verso la de-escalation sono sul tavolo, sulla questione dell'energia e della sicurezza alimentare. Quello che è necessario è la volontà politica".

    Nella notte nel frattempo è stato anche dichiarato un allarme aereo a Kiev e in diverse regioni a causa della minaccia di colpi con armi balistiche, ha riportato Ukrinform, citando l'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine e la mappa degli allarmi aerei. "Minaccia di armi balistiche provenienti da est", hanno avvertito le forze armate ucraine. Nell'area metropolitana di Kiev è stato dichiarato il livello di pericolo rosso. " A Kiev è stato dichiarato un allarme aereo a causa di una minaccia missilistica", hanno annunciato le autorità cittadine, esortando i residenti a recarsi nei rifugi più vicini.

    Cinque persone sono rimaste ferite in un attacco russo a un centro commerciale di Dnipro, ha dichiarato Oleksandr Ganzha, capo dell'Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk. Secondo i media locali e i video diffusi dal luogo dell'attacco, si tratta del centro commerciale 'New Continent' dove, a causa dell'attacco, è scoppiato un incendio.

  • 11:13 - Ucraina, maxi attacco contro la Russia: colpita raffineria. Sindaco Mosca: "Vogliono sabotare elezioni"

    Mosca, 20 set. (Adnkronos) - Notte di attacchi incrociati tra Ucraina e Russia. Due persone sono morte in seguito a un attacco di droni ucraini nella regione di Mosca, ha reso noto il governatore Andrei Vorobyov, aggiungendo che "durante la notte, la regione di Mosca è stata oggetto di un massiccio attacco di droni. Dalle 3 alle 5 del mattino, le forze di difesa aerea e i sistemi di guerra elettronica hanno abbattuto e neutralizzato 249 droni in 17 distretti. L'attacco continua", ha scritto su Telegram.

    Le autorità aeronautiche russe hanno temporaneamente limitato le operazioni negli aeroporti di Domodedovo e Zhukovsky, vicino a Mosca, durante la notte, citando problemi di sicurezza aerea.

    Un attacco ha danneggiato un impianto della raffineria di petrolio della città,ha riferito il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, aggiungendo che non ci sono stati feriti e che i servizi di emergenza sono intervenuti sul posto. Su Telegram il primo cittadino della capitale russa parla di 1.600 droni abbattuti da ieri, di cui "450 mentre si avvicinavano a Mosca. Ciononostante, alcuni droni hanno raggiunto il territorio della raffineria MN, e uno ha colpito un edificio residenziale. Non ci sono state vittime. Questo attacco senza precedenti è stato chiaramente pianificato con l’obiettivo di sabotare le elezioni. Il nemico non ci è riuscito", conclude.

    Tra le due persone morte c'è un funzionario elettorale, riporta l'agenzia russa Ria che cita le dichiarazioni del capo della commissione elettorale russa, secondo quanto riporta il sito di Sky News Uk. La Russia sta conducendo le elezioni legislative anche nelle quattro regioni ucraine occupate e annesse nel settembre 2022, annessione considerata illegale dalla comunità internazionale e dall'Onu.

    "La nostra risposta a lungo raggio ha avuto un impatto molto significativo nella regione di Mosca la notte scorsa. Uno degli impianti petroliferi chiave e strutture logistiche dell'aggressore sono stati colpiti". E' quanto scrive Volodymyr Zelensky commentando su X il massiccio attacco con droni lanciato contro Mosca. "Questi sono miliardi di dollari che sostengono la macchina di guerra", continua il presidente ucraino riferendosi agli obiettivi russi colpiti, indicando il tipo di sistemi di armi usati durante l'attacco e ringraziando "i nostri guerrieri per la loro precisione, i servizi di sicurezza dell'Ucraina insieme alle forze per i sistemi senza piloti, le forze per le operazioni speciali, l'intelligence della Difesa". "Mosca deve mettere fine a questa guerra brutale e scegliere la pace invece di costruire strati di difesa aerea a scapito di altre regioni - conclude Zelensky - passi verso la de-escalation sono sul tavolo, sulla questione dell'energia e della sicurezza alimentare. Quello che è necessario è la volontà politica".

    Nella notte nel frattempo è stato anche dichiarato un allarme aereo a Kiev e in diverse regioni a causa della minaccia di colpi con armi balistiche, ha riportato Ukrinform, citando l'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine e la mappa degli allarmi aerei. "Minaccia di armi balistiche provenienti da est", hanno avvertito le forze armate ucraine. Nell'area metropolitana di Kiev è stato dichiarato il livello di pericolo rosso. " A Kiev è stato dichiarato un allarme aereo a causa di una minaccia missilistica", hanno annunciato le autorità cittadine, esortando i residenti a recarsi nei rifugi più vicini.

    Cinque persone sono rimaste ferite in un attacco russo a un centro commerciale di Dnipro, ha dichiarato Oleksandr Ganzha, capo dell'Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk. Secondo i media locali e i video diffusi dal luogo dell'attacco, si tratta del centro commerciale 'New Continent' dove, a causa dell'attacco, è scoppiato un incendio.

  • 10:22 - Ed Sheeran rompe il silenzio: "A Gaza situazione catastrofica e ingiustificabile"

    Washington, 20 set. - (Adnkronos) - "Quello che sta accadendo a Gaza è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato". Ed Sheeran prende per la prima volta pubblicamente la parola sulla guerra tra Israele e Hamas e lo fa dal palco del Lincoln Financial Field di Philadelphia, nel primo concerto del suo Loop Tour negli Usa dopo l'esclusione del rapper Macklemore, per le sue posizioni pro-Pal, e le successive defezioni degli artisti che lo accompagnavano. "Quello che è successo in Israele e al Nova Music Festival il 7 ottobre 2023 è stato orribile e ha aggravato secoli di sofferenza ebraica", ha detto Sheeran, aggiungendo: "Il mio cuore è spezzato dalla portata della devastazione e dalla perdita di vite civili, di vite di bambini". Il cantante britannico ha inoltre affermato che "l'ingiustizia sistemica" nella Cisgiordania non può essere ignorata.

    Sheeran ha spiegato di avere cercato di mantenere la propria musica lontana dalla politica. "Non ho mai voluto essere un musicista attivista", ha detto al pubblico, sottolineando però di essere stato coinvolto in "un importante e appassionato dibattito sulla libertà di espressione e sulla questione politica più complessa del pianeta". Il cantante ha anche espresso preoccupazione per il ruolo dei proprietari degli stadi nella gestione dei contenuti portati sul palco dagli artisti. "Sono profondamente preoccupato dall'idea che si possano pre-autorizzare i contenuti delle performance", ha affermato. Secondo Sheeran, una pratica di questo tipo "non dovrebbe mai accadere nel mondo libero".

    Le dichiarazioni arrivano dopo la controversia esplosa attorno a Macklemore. Il rapper statunitense era stato escluso dalle restanti date nordamericane del Loop Tour dopo avere pronunciato al MetLife Stadium, in New Jersey, le parole "Free Palestine" e avere espresso dal palco il proprio sostegno ai palestinesi. La decisione è stata attribuita dal promoter alle conseguenze delle sue dichiarazioni e, secondo quanto riferito dai protagonisti, alle pressioni di alcuni proprietari degli stadi che ospitavano le successive date del tour.

    Sheeran ha ribadito di non essere stato lui a decidere l'esclusione di Macklemore. Nei giorni precedenti aveva spiegato che la scelta era stata del promoter e che i tentativi di trovare una soluzione condivisa con promoter, proprietari degli stadi e attivisti non avevano avuto esito.

    La vicenda ha provocato anche il ritiro di diversi artisti dal tour, tra cui Finneas, Lukas Graham e Aaron Rowe, oltre alla band che normalmente accompagna Sheeran. A Philadelphia il cantante si è quindi esibito senza i previsti artisti di apertura. Prima del concerto, alcune decine di manifestanti filo-palestinesi si sono riunite all'esterno dello stadio, contestando la gestione del caso Macklemore e chiedendo maggiore attenzione sulla situazione a Gaza. All'interno, invece, il pubblico ha assistito a uno spettacolo modificato rispetto al consueto programma.

    Durante il concerto, Sheeran ha raccontato di avere attraversato "una settimana di apprendimento" e di avere temuto che il pubblico potesse reagire con ostilità. Ha detto di non sapere se sarebbe stato fischiato, se qualcuno avrebbe potuto lanciare oggetti sul palco o se il tour sarebbe potuto proseguire. Alla fine, il cantante ha ringraziato le decine di migliaia di persone presenti, sottolineando il significato che attribuisce ai propri concerti come luoghi nei quali persone con opinioni differenti possono condividere lo stesso spazio. "Voglio portare insieme persone di ogni provenienza, razza, religione e idea politica", ha detto. Sheeran. "Il mondo è un posto spaventoso in questo momento, e l'America lo è altrettanto. Vogliamo speranza". (di Paolo Martini)

  • 10:06 - Fine vita, Follini: "Parlamento immobile fa scandalo, politica si misuri con realtà"

    Roma, 20 set. (Adnkronos) - "Il giorno dopo è spesso così. Alle figure politiche che scompaiono vengono dedicati ricordi affettuosi, riconoscimenti postumi, perfino nostalgie struggenti. Così è stato -giustamente- anche per Emma Bonino, che ha ricevuto l’abbraccio metaforico di tante persone che fino a poco tempo prima avevano mostrato scandalo (o quasi) per molte delle sue opinioni. Spesso, si tratta di un sentimento astuto. E come tutte le astuzie andrebbe preso con beneficio d’inventario. Ma una volta che la storia si è messa in cammino occorrerebbe forse sforzarsi di guardare più avanti. E cominciare a chiedersi se tutta questa panoplia di diritti civili con cui i radicali hanno combattuto la loro lunga battaglia politica a questo punto riguardi solo loro oppure parli a una platea molto più ampia (e idealmente lontana, peraltro). Poiché, col tempo, il profumo di zolfo di cui parlava Pannella s’è come evaporato e molte di quelle rivendicazioni non fanno più scandalo. Anzi. Ai giorni nostri parlare di divorzio e di aborto a più di mezzo secolo dai referendum celebrati in quegli anni suona come l’evocazione di diritti che fanno parte a pieno titolo del nostro senso comune. Qualcosa che può essere doloroso ma non è più controverso. Al netto delle scelte personali, che ognuno amministra per suo conto.

    Ma c’è un tema che la cultura radicale pone ai nostri giorni e che va molto oltre. Ed è quello del “fine vita”. Belpietro, con la sua oscena titolazione dedicata in prima pagina nei giorni scorsi alla scomparsa di Emma Bonino, ce lo ha squadernato in malo modo. Ma è evidente che l’argomento fa parte ormai a pieno titolo della nostra agenda politica. Ed è ancor più evidente che lasciarlo lì, appeso, ballonzolante, rinviato in continuazione in attesa di tempi migliori svela solo la “nostra” coda di paglia. Si capisce la pretesa di tenere insieme i diritti di tutti e i doveri dei fedeli, l’esplorazione di nuove frontiere e la difesa di confini tradizionali, l’accudimento dei malati e la tutela della loro dignità quando la sofferenza si fa, letteralmente, insopportabile. Ma c’è poi un punto oltre il quale si deve scegliere. E anche rischiare.

    Sul fronte delle regioni, s’è visto, qualcosa si è mosso. Da ultimo il Veneto, dove la tradizione cattolica ha radici tanto profonde e dove più d’uno degli esponenti di quel mondo (penso al giovane Jacopo Maltauro, per esempio) ha condiviso una legge che in altri tempi avrebbe fatto scandalo. Ma ora quello che fa scandalo è piuttosto il Parlamento. Laddove nessuno si muove, nessuno parla, nessuno respira. Attanagliati tutti dal terrore di venire rimproverati per la loro poca ortodossia. E ignari del fatto che proprio questa ortodossia viene probabilmente interpretata dalla stessa gerarchia ecclesiastica con animo più aperto e dubbioso di quanto non sia stato fin qui.

    A maggior ragione la politica dovrebbe misurarsi con questa realtà. E tanto più dovrebbero farlo quanti danno alla vita il valore più alto. Spogliandola per l’appunto -per quanto è umanamente possibile- da sofferenze inaudite, accanimenti terapeutici e rigori ideologici. S’intende che il mondo cattolico non potrà aderire a cuor leggero al riconoscimento del diritto di eutanasia. Ma è evidente pure che questo argomento dovrà uscire prima o poi dal campo degli anatemi e misurarsi concretamente con il modo in cui le persone vivono la vita e la fine dei loro cari e di se stessi.

    Sono confini delicati, sottili, qualche volta impercettibili. Lungo i quali, però, passa anche la buona politica. E cioè quella politica che da qualche parte ha cominciato a discutere di queste cose con animo aperto. E da altre parti, e soprattutto in Parlamento, si trattiene invece anche solo dal rischio di dire una parola che possa essere sanzionata in nome di un’ortodossia che comincia a non essere più tale. Nel loro modo provocatorio, incalzante, a volte perfino urticante, i radicali queste cose ce le hanno dette e ridette. E se noi il giorno dopo piangiamo la loro scomparsa dovremmo forse farci qualche domanda magari anche il giorno prima". (di Marco Follini)

  • 18:43 - Sla, Simone (Aisla): "Assistenza specialistica a domicilio con Ovunque vicini"

    Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) - "'Ovunque vicini' nasce per portare competenze specialistiche direttamente alle persone con Sla, ovunque vivano. È un servizio gratuito che si attiva tramite una centrale operativa disponibile 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, sette giorni su sette”" Così Antonella Simone, responsabile operativa del progetto 'Ovunque vicini', oggi a Milano in occasione dell’open day di Aisla. Il progetto, promosso da Aisla in partenariato con Fondazione Serena Ets – Centri clinici NeMo, è stato presentato presso la sede milanese di Aisla alle persone con Sla e alle loro famiglie. L’obiettivo è portare l’assistenza e le visite specialistiche direttamente a domicilio.

    "La centrale operativa - prosegue Simone - fornisce un primo triage ai pazienti e ai caregiver, smistando le richieste in base alle necessità. Le richieste sociosanitarie e assistenziali vengono indirizzate al Centro d’ascolto, mentre quelle sanitarie direttamente agli specialisti dei Centri NeMo. Tutto questo è possibile ed è gestito attraverso l’app Isa, scaricabile gratuitamente su Apple, Google e Windows”.

    "La telemedicina supporta la cura garantendo prossimità e tempestività, perché consente di dare una risposta efficace e di mettere a disposizione competenze specialistiche in tempi rapidi. La telemedicina non è una cura, ma permette di accorciare le distanze e dare risposte rapide”, conclude.

  • 18:40 - Sla, Cerri (NeMo): "Fondamentale una presa in carico multidisciplinare"

    Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) - "Solo con una presa in carico multidisciplinare possiamo identificare precocemente eventuali problematiche e anticipare la malattia in alcune sue mosse. Solo in questo modo possiamo costruire una reale medicina personalizzata, che è anche uno degli obiettivi principali della ricerca scientifica. Curare in modo multidisciplinare significa conoscere a fondo la patologia, conoscere a fondo la persona con Sla e costruire insieme un percorso di cura che sia il più efficace possibile". Lo ha detto Federica Cerri, neurologo responsabile dell’area Sla del Centro clinico NeMo di Milano e specialista di Ovunque vicini, oggi a Milano in occasione dell’open day di Aisla. Durante la giornata persone con Sla e i loro familiari hanno potuto svolgere diverse attività e incontro all’interno della sede milanese dell’associazione. È stata anche l’occasione per conoscere meglio il progetto 'Ovunque vicini' nato per portare l'assistenza e le visite specialistiche direttamente a domicilio.

    "La Sla è una patologia che – prosegue Cerri – ad oggi rimane senza un trattamento farmacologico risolutivo, ma questo non vuol dire che non ci sia una possibilità di cura. La cura non passa esclusivamente attraverso il trattamento farmacologico, ma è un concetto molto più complesso. Cura vuol dire prevenzione, promozione, assistenza e qualità di vita e, quando la patologia progredisce, anche introduzione delle cure palliative. La Sla è quindi l’esempio più caratteristico di come la cura possa essere messa in atto in tutte le sue modalità". Cerri spiega che curare una persona con Sla "significa garantirgli la possibilità di esserci, come padre, come madre, come lavoratore attivo. L’obbligo che noi clinici abbiamo è identificare il bisogno del paziente e dare una pronta risposta affinché possa mantenersi attivo lungo tutto il percorso di malattia. Questo vuol dire riconoscere una disabilità, promuovere un’assistenza specifica con ausili personalizzati, restituire la capacità di comunicazione qualora la malattia l’avesse tolta e garantire una parte attiva nel percorso di cura lungo tutta la storia naturale della malattia".

    "La Sla è una patologia estremamente complessa ed eterogenea e questa eterogeneità non si conosce dall’inizio, ma emerge lungo il suo percorso. È quindi fondamentale che l’assistenza e la cura passino attraverso un’azione multidisciplinare. Multidisciplinarietà non vuol dire semplicemente mettere insieme professionisti, ma integrare le competenze specifiche di ciascuno affinché venga costruito attorno al paziente un percorso di assistenza e cura il più personale possibile. È questo, per esempio, il modello di cura adottato dai Centri clinici NeMo: un luogo in cui il paziente incontra gli specialisti necessari per individuare le eventuali problematiche legate alla malattia e dove si integrano le necessità determinate dalla patologia con ciò che il paziente ritiene giusto per sé, sempre nel rispetto della persona e con un’attenzione fondamentale alla specificità della malattia”" conclude Cerri.

  • 15:47 - Martin vince la Sprint del Gp Austria davanti a Marc Marquez e Bezzecchi, ordine di arrivo e classifica piloti

    Roma, 19 set. (Adnkronos) - Il poleman Jorge Martin ha vinto la gara Sprint del Gp d'Austria di MotoGp. Il pilota spagnolo ha sfruttato al meglio la scivolata nella ghiaia di Pedro Acosta, a tre giri dalla fine, quando era saldamente in testa. Martin ne ha approfittato lasciandosi alle spalle Marc Marquez e Marco Bezzecchi, che chiudono sul podio. E' la 20esima vittoria in una gara Sprint per Martin, la quarta quest'anno.

    Martin vince la Sprint di Spielberg dopo aver conquistato la pole position per la gara lunga di domani. Lo spagnolo, scattato davanti a tutti è stato protagonista di una gran rimonta dopo essere finito in settima posizione. Chiude ai piedi del podio, quarto, Ogura, seguito da Alex Marquez e Pecco Bagnaia sesto con l'altra Ducati ufficiale.

    Lo spagnolo dell'Aprilia è il nuovo leader del Mondiale a 286 punti, a +3 su Marc Marquez e +38 su Bezzecchi. Decimo Fabio Di Giannantonio. Domenica alle 14 la gara.

    L'ordine di arrivo della Sprint del Gp d'Austria di MotoGp:

    1. Jorge Martin (Aprilia)

    2. Marc Marquez (Ducati)

    3. Marco Bezzecchi (Aprilia)

    4. Ai Ogura (Aprilia)

    5. Alex Marquez (Ducati)

    6. Francesco Bagnaia (Ducati)

    7. Johann Zarco Honda)

    8. Fermin Aldeguer (Ducati)

    9. Brad Binder (KTM)

    10. Fabio Di Giannantonio (Ducati)

    11. Enea Bastianini (KTM)

    12. Fabio Quartararo (Yamaha)

    13. Luca Marini (Honda)

    14. Pol Espargarò (KTM)

    15. Takaaki Nakagami (Honda)

    16. Diogo Moreira (Honda)

    17. Toprak Razgatlioglu (Yamaha)

    18. Alex Rins (Yamaha)

    19. Raul Fernandez (Aprilia)

    20. Jack Miller (Yamaha)

    Rit. Pedro Acosta (KTM)

    Rit. Franco Morbidelli (Ducati)

    Le classifiche del Mondiale di MotoGp al termine della Sprint Race del Gran Premio d'Austria, sul circuito di Spielberg, quattordicesimo appuntamento del calendario (su 22):

    Piloti. 1. Jorge Martin (Spa) 286 punti 2. Marc Marquez (Spa) 283 3. Marco Bezzecchi (Ita) 248 4. Fabio Di Giannantonio (Ita) 223 5. Ai Ogura (Jpn) 209 6. Pedro Acosta (Spa) 209 7. Raul Fernandez (Spa) 199 8. Alex Marquez (Spa) 158 9. Francesco Bagnaia (Ita) 147 10. Fermin Aldeguer (Spa) 107.

    Costruttori. 1. Ducati 412 punti 2. Aprilia 410 3. Ktm 251 4. Honda 137 5. Yamaha 84.

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