Renzi contro lo stop alla prescrizione? Noto la sua faccia tosta e la sua spudoratezza. Renzi, nel 2014, quando era presidente del Consiglio e la Cassazione dichiarò prescritti gli omicidi colposi dell’Eternit, a Casale Monferrato, annunciò ‘coram populo’ che la presrizione era inaccettabile. E disse: ‘O la vicenda non è un reato o, se è un reato ma è prescritto, bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione’”. E’ il commento del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di “Otto e mezzo”, su La7, sulla posizione di Italia Viva contro la riforma Bonafede.

E spiega: “Nel 2015 il Pd, di cui Renzi, già presidente del Consiglio, era segretario, in Commissione Giustizia mise a verbale queste testuali parole: ‘La posizione ufficiale del Pd è che la prescrizione deve cessare dopo il decreto di rinvio a giudizio’. Due parlamentari del Pd, Felice Casson e Giuseppe Cucca, presentarono due emendamenti: il primo diceva che la prescrizione andava bloccata con la sentenza di primo grado e il secondo stabiliva che la prescrizione doveva decorrere non dal momento in cui il reato veniva commesso, ma dal momento in cui quello stesso reato veniva scoperto, cioè molto tempo dopo. E questo rende quasi acqua fresca la riforma Bonafede che si limita a recepire uno dei due emendamenti renziani del Pd del 2015”.

Travaglio chiosa: “Sapete chi è il responsabile Giustizia di Italia Viva oggi? E’ lo stesso senatore Cucca che firmò quei due emendamenti che bloccavano la prescrizione, esattamente come fa la legge Bonafede e in più la facevano decorrere soltanto dal momento in cui il reato veniva scoperto. Qual è la lezione di tutto questo? E’ che non ci credono nemmeno loro a quello che dicono, e cioè che questa riforma è una barbarie. Semplicemente sono diventati rappresentanti delle peggiori lobby di questo Paese, che non vogliono che i processi vadano alla fine con la condanna per chi è colpevole e l’assoluzione per chi è innocente. Preferiscono il pareggio, come è sempre capitato fino all’altro ieri”.

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