La domenica, a vedere Hammamet, ero il più giovane: cosa volete che gliene freghi, di Bettino Craxi, a chi non sa neppure chi metteva le bombe sui treni? Per la mia generazione è diverso, ovvio; per me, poi, Craxi è stato il primo Uomo Nero. Negli anni Ottanta pensavo seriamente che la Repubblica italiana, con lui, Andreotti e Arnaldo “Coniglio Mannaro” Forlani, avesse toccato il punto più basso della propria storia. Dopo, dunque, avrebbe potuto andare solo meglio. Invece poi sono venuti Berlusconi, Renzi, Salvini… E non nomino Di Maio solo perché me lo sono già dimenticato.

Dal mio esordio, ora vi aspetterete che dica che lo rimpiango, Craxi: serve ben a questo il film, a far scattare la nostalgia, o no? Ebbene, no che non lo rimpiango, ci mancherebbe solo questa. Mi chiedo però che senso abbia allora questo film, se non ce lo fa neppure rimpiangere. Che senso ha, in particolare, mettere in scena il leader stanco e malato, impersonato da un monumentale Pierfrancesco Favino, sullo sfondo di una Hammamet da cartolina? A promuovere il turismo tunisino, d’accordo, ma poi?

È un po’ come l’ultimo disco di Mina, con lei che imita Ivano Fossati, o forse è proprio lui, dopo che aveva detto e ridetto che si ritirava: tecnicamente superbo, eppure insensato. Il Craxi di Gianni Amelio, già autore del Ladro di bambini, e ci sarà un perché, è un eroe shakespeariano al tramonto, che dalle rive africane guarda la Prima repubblica in decomposizione. Ma se questo doveva ricordarci che anche i politici travolti da Mani pulite avevano un’anima, una famiglia, delle amanti innamorate, bene, non ci crederete, ma lo sapevamo già. E pure che molti dei politici di allora, persino il Coniglio Mannaro, sembrano dei giganti, comparati a questi di ora.

Ma, e del debito pubblico, ne vogliamo parlare? Perché è allora, grazie a politici cinici e sconsiderati come Bettino, che ha cominciato ad accumularsi, sino a farne l’enormità che è ora. Prima – a parte DC, PCI e terrorismo – eravamo quasi un paese normale. Vogliamo dirlo, a i ragazzi che non sanno chi metteva le bombe sui treni, che per loro, e per i professori che tirano la carretta, il nostro paese spende più o meno quanto per pagare il debito pubblico? Con la complicità di tutti quelli venuti dopo, escluso appena Romano Prodi? Se in un film su Craxi questo non si capisce, a che serve tutto il resto?

Cosa ci insegna, allora, questo film sontuoso e inutile? Forse che proprio allora, con i Nani & Ballerine craxiani, ha cominciato a decomporsi non solo la Prima repubblica, ma anche la sinistra. I vari Clinton, Blair, Schroeder, e anche questi qui, che in sei mesi non sono stati capaci neppure di abrogare i decreti più incostituzionali della storia, che altro sono, se non i nipotini di Craxi?

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