Nei giorni 10 e 11 gennaio ho parlato a lungo con Lorenzo Trombetta, inviato dell’Ansa a Beirut, collaboratore di Limes, arabista che da oltre vent’anni vive nel Mediterraneo orientale tra Iraq, Siria, Libano. Ho conosciuto Lorenzo nel 2017, quando sono stato sulle coste di Levante con Mediterranea. Da allora siamo rimasti sempre in stretto contatto. Per quanto giovane, Trombetta è uno dei più raffinati osservatori della situazione su quella sponda mediterranea, che ha all’attivo libri molto interessanti, approfondimenti sempre aggiornati e migliaia di articoli grazie ai quali abbiamo potuto seguire e comprendere, nel corso degli anni, i passaggi più delicati e complessi della cronaca e delle dinamiche mediterranee.

La sua opinione è che “La situazione è molto difficile qui da noi. Balliamo più del solito in questi giorni. Ma continueremo così, con uno stato di forte tensione, ma senza che a nessuno degli attori convenga un’escalation capace di condurre a una guerra su vasta scala, quella che giornalisticamente è stata definita la Terza Guerra Mondiale”.

Ma questa condizione rivela la persistenza di un altro fattore, grave e radicato: “Il Mediterraneo sembra abbia smesso di esistere qualche decennio fa. Per l’Europa, per tanta parte del mondo, esiste la costa sud europea, appunto, o l’Africa settentrionale, e poi il Medioriente. Ma il Mediterraneo non esiste. E invece è di questo che occorrerebbe parlare, un mondo di culture, paesi, società, popoli strettamente collegati tra loro, che andrebbero visti e analizzati in modo omogeneo, sia nella gestione delle emergenze, sia nella costruzione di un dialogo comune. E tuttavia, quando il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stato qui a Beirut, recentemente, io c’ero e ho avuto la chiara impressione che per lui il mare dove era atterrato il suo aereo non fosse lo stesso da cui era decollato”.

Una chiacchierata lunga, raccolta con la difficoltà di collegamenti telematici non sempre ideali (le immagini di noi che parliamo a volte sono parziali, a volte scompaiono, poi tornano nella seconda metà) ma completa nell’audio e soprattutto nei temi, da ascoltare con grande attenzione. Una sorta di punto della situazione aggiornato e prezioso per capire il nostro mondo.

Buon ascolto. Eccola:

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