A Roma continua l’emergenza smog: in otto centraline su tredici i valori di Pm10 dell’aria hanno sforato il limite di legge giornaliero. Lo confermano gli ultimi dati disponibili di Arpa Lazio, che fanno riferimento alla giornata di lunedì 13. Dall’inizio dell’anno in alcune centraline – come Tiburtina, Magna Grecia e Cinecittà – il limite è stato sforato quasi tutti i giorni. Tale limite, come spiegano dall’Arpa, potrebbe essere superato solo 35 volte in un anno. Per correre ai ripari, l’amministrazione comunale ha esteso lo stop ai diesel anche per le giornate di mercoledì 15 e giovedì 16.

“Considerato il persistere a Roma degli elevati livelli di inquinamento da PM10 e la previsione di perdurante criticità per i prossimi giorni, è stata disposta per le giornate di mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio la limitazione alla circolazione veicolare privata nella ztl ‘Fascia Verde’ – si legge nell’ordinanza comunale, che stabilisce la limitazione della circolazione dalle ore 7:30 alle 10:30 e dalle ore 16:30 alle 20:30 per tutti gli autoveicoli diesel da “Euro 3” fino a “Euro 6”. Per il 19 gennaio invece è prevista una “domenica ecologica“, lo stop alla circolazione di tutti i veicoli a motore nella ztl “Fascia Verde” dalle ore 7:30 alle 12:30 e dalle 16:30 fino alle 20:30.

Quello che accade a roma è in linea con quanto sta succedendo nel resto d’Italia, con molte città da bollino rosso. A fare le spese dell’emergenza smog sono soprattutto i bambini, più vulnerabili degli adulti ai fattori inquinanti come gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: “Durante l’infanzia, i processi di assorbimento e metabolici sono accelerati, inoltre i bambini espirano a una altezza inferiore, quindi più vicina al suolo, dove è presente una maggiore concentrazione di sostanze inquinanti prodotte dai veicoli stradali”. Inoltre, spiegano gli esperti “espirano volumi di aria proporzionalmente maggiori rispetto agli adulti (circa il doppio per ogni chilo di peso) e quindi inspirano una maggiore quantità di inquinanti”. L’Organizzazione mondiale della sanità ha calcolato che il rischio di mortalità nei bambini per cause respiratorie legate all’inquinamento sia cresciuto dell’1%.

Una questione su cui la popolazione italiana si dimostra molto sensibile: secondo un’indagine realizzata da Coldiretti e Ixé più di sette italiani su dieci (72%) sono disposti a rinunciare o a ridurre drasticamente l’utilizzo dell’auto per tutelare l’ambiente, diminuire il livello di inquinamento nelle città e migliorare la qualità della vita. A favorire lo smog nelle città – sottolinea la Coldiretti – è un inverno senza pioggia combinato al traffico e alla ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili: il mese di dicembre è risultato il secondo più caldo dal 1800, con una temperatura superiore addirittura di 1,9 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010. Secondo Coldiretti non si può però continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale, ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico. Una pianta adulta infatti è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno: negli ambienti urbani possono essere d’aiuto soluzioni innovative come gli orti in città e i giardini verticali.

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