Matteo Salvini ci riprova. E questa volta raccoglie la risposta anche di Nicola Zingaretti. Ai microfoni di Rete 4 il leader della Lega ha riproposto le larghe intese già lanciate sabato scorso. “Fare 5 cose insieme in fretta, cambiare il Paese e tornare a votare. Vorrei semplicemente l’ascolto. Vorrei che questo governo ascoltasse. E poi la parola torna al popolo, poi quando va a casa questo governo, il prossimo deve essere eletto dai cittadini italiani, non ci sono altri governi”. E se ieri Matteo Renzi gli aveva risposto dichiarando nell’aula del Senato il suo voto favorevole alla manovra, stavolta una replica positiva arriva da Nicola Zingaretti, ospite in Rai a Carta Bianca. “Io apprezzo la proposta di Matteo Salvini, io non sono contro l’idea di una maggiore disponibilità del maggiore partito dell’opposizione, la saluto positivamente ma chiedo a Salvini coerenza”, ha detto il segretario del Pd. Che poi ha aggiunto: “Quel Salvini che cerca sempre di creare paure quando non esistono per poi dire ‘risolvo io’, ecco quel modello è sbagliato. Se dice discutiamo, va bene e il primo banco di prova è la legge elettorale“.

Il segretario del Pd, però, ci ha tenuto a promuovere chi ha preso il posto di Salvini al Viminale, cioè Luciana Lamorgese: “Viva il ministro dell’Interno che sta zitta e lavora benissimo”. E poi si è anche rivolto ai 5 stelle: “Io penso che sia una piccola contraddizione. Pesare che si può governare insieme per tre anni senza essere alleati è una contraddizione, significa aver paura del concetto di alleati, persone che collaborano per il bene del paese. Noi questa paura non ce l’abbiamo”. In ogni caso il numero uno dei dem sembra fiducioso sul futuro del governo: “Io mi fido ma voglio un’agenda di governo che sia fatta di cose non di polemiche. Se si riuscisse ad avere un’alleanza fra persone che non si considerano nemici le cose andrebbero meglio”.

Insomma Zingaretti non chiude le porte al dialogo col Carroccio, ma si tratta di una porta molto meno aperta rispetto a quella che ieri ha spalancato Renzi. “Io – ha detto il leader di Italia viva a Palazzo Madama– voglio credere ai capi della Lega che evidentemente hanno superato la sbornia antieuropeista del no al Mes visto che sono arrivati a proporre un governo di unità nazionale. Una simpatica tarantella. Se davvero hanno voglia di essere seri e responsabili verso questo Parlamento, votino il piano shock sui cantieri“. Quindi ha aggiunto: “Quella che ha portato la Lega a immaginare un governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi è una simpatica tarantella che merita di essere approfondita“.

Sabato scorso il leader della Lega aveva proposto per la prima volta la nascita di un “comitato di salvezza nazionale” che metta insieme maggioranza e opposizione per affrontare cinque emergenze del Paese, dal caso della Banca Popolare di Bari alle infrastrutture e alla tutela della salute. “Chiamiamo tutti intorno al tavolo, da Leu a Forza Italia“, ha detto. E va sottolineato come al secondo posto tra le cinque emergenze del Paese elencate da Salvini ci siano le “infrastrutture“, cioè proprio il tema “il piano shock sui cantieri” – citato ieri da Renzi in Senato.

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