Cinquantaquattromila persone ‘sfollate’ e una città deserta. Così è apparsa Brindisi dalle 8 fino a dopo l’ora di pranzo per la più grande evacuazione in tempo di pace ordinata per il disinnesco di una bomba della Seconda guerra mondiale ritrovata durante i lavori di ampliamento di un cinema multisala e accidentalmente danneggiata da un escavatore. La bomba, di fabbricazione inglese, pesa 500 libbre, è lunga un metro, contiene 40 chili di tritolo ed è stata sganciata presumibilmente nel 1941. Le operazioni condotte dall’11esimo Reggimento Genio Guastatori della Brigata Pinerolo sono iniziate attorno alle 9.30 quando tutti gli abitanti erano fuori dalla zona di sicurezza.

E sono terminate attorno alle 11.10: “Sono terminate le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato nel cinema multisala Andromeda – si legge nella nota diramata dalla sala operativa – Gli artificieri hanno completato la rimozione della spoletta danneggiata e del detonatore”. I varchi di accesso sono stati riaperti alle 13, come comunicato dal sindaco Riccardo Rossi. Reso innocuo con il “despolettamento”, l’ordigno verrà trasportato in una cava dove il brillamento è previsto lunedì mattina. L’ordigno è stato neutralizzato da 15 militari, esperti artificieri.

L’attività è stata avviata dopo che dal Centro di coordinamento soccorso presieduto dal prefetto Umberto Guidato, è giunta comunicazione dell’avvenuta evacuazione dell’intera zona rossa, un’area dal raggio di 1.617 metri dal luogo in cui trova l’ordigno bellico. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è complimentato per l’organizzazione e il profilo tecnico della manovra di disinnesco: “Operazione particolarmente complessa quella del disinnesco bomba a Brindisi degli artificieri dell’Esercito. Professionalità dell’Aeronautica Militare e Carabinieri hanno contribuito alla sicurezza dell’area. Bell’esempio di Sistema Paese al servizio dei cittadini”.

Al di là di qualche ingorgo in uscita dalla città, non sono state rilevate criticità particolarmente gravi nella fase di allontanamento dalle abitazioni, iniziata attorno alle 5 per chi vive nella zona rossa, dove alle abitazioni è stato ‘tagliato’ il gas fino al termine delle operazioni. Circa il 60 per cento della popolazione (Brindisi conta 87mila abitanti) ha lasciato le case. Inoltre è stato necessario evacuare il carcere e due cliniche, è stato chiuso l’aeroporto e interdetto il traffico ferroviario, chiusa anche la superstrada Bari-Lecce, divieto di ormeggio nel porto, 41 varchi d’accesso al capoluogo chiusi, le sculture bronzee custodite nel museo archeologico Ribezzo ‘trasferite’ a Lecce dalla Soprintendenza.

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