Il regalo olimpico è arrivato: un miliardo per i Giochi di Milano-Cortina 2026. E visto che ci siamo, perché un piccolo finanziamento non si nega a nessun grande evento sportivo, 50 milioni di euro anche per la buona vecchia Ryder Cup di golf, che di soldi ne aveva ricevuti già nella manovra di due anni fa, ma evidentemente non erano abbastanza. Dovevano essere i Giochi dell’autonomia: secondo gli accordi presi al momento della candidatura avrebbero pagato tutto Lombardia e Veneto. In un certo senso lo saranno lo stesso: con la scusa delle Olimpiadi, se l’emendamento resisterà in aula e sarà approvato definitivamente insieme alla manovra, le due Regioni più ricche d’Italia (più le province di Trento e Bolzano) riceveranno un miliardo di euro nei prossimi sette anni, da spendere come meglio credono.

L’EMENDAMENTO LEGHISTA – Proprio nei giorni in cui viene firmato l’atto costitutivo della Fondazione Milano-Cortina 2026, e a Milano l’Italia riceve in visita il Cio con tutti gli onori, da Roma ecco la notizia. In realtà il presidente del Coni Giovanni Malagò e i suoi partner aspettavano semplicemente la “legge olimpica”, annunciata per fine novembre, in ritardo di settimane, necessaria per costituire il quadro normativo e l’agenzia che dovrà gestire gli appalti. È arrivato di meglio: un emendamento, firmato dalla Lega ma sottoscritto anche dai renziani di Italia Viva e approvato dalla commissione Bilancio del Senato, che stanzia un po’ di soldi per le Regioni che ospiteranno l’evento. Qualche decina di milioni, come si vociferava nelle scorse settimane? No, un miliardo.

I SOLDI DAL FONDO INVESTIMENTI – Il testo in origine prevedeva addirittura la cifra esorbitante di tre miliardi di euro. Troppo, persino per i leghisti. È stato riformulato e rivisto al ribasso e così ha trovato il parere favorevole del governo. Prevede “al fine di garantire la sostenibilità delle Olimpiadi Invernali 2026 sotto il profilo ambientale, economico e sociale, in un’ottica di miglioramento della capacità e della fruibilità delle dotazioni infrastrutturali attuali e da realizzarsi, per le opere di infrastrutturazione, ivi comprese quelle per l’accessibilità”, “un finanziamento a favore delle Regioni Lombardia e Veneto, e delle province di Trento e Bolzano, con riferimento a tutte le aree olimpiche, per un importo di 42 milioni di euro nell’anno 2020 e di 493 milioni di euro su ciascuna delle annualità dal 2021 al 2026”. Le risorse vengono dal Fondo per gli investimenti, un capitolo istituito nel 2017 nello stato di previsione del Ministero dell’economia per investire in settori vari, come trasporti, infrastrutture, ricerca, edilizia. Il totale fa appunto un miliardo.

IMPIANTI, STRADE E TUTTO CIÒ CHE SERVE – A cosa serviranno tutti questi soldi non è ben chiaro. Secondo il dossier, l’evento dovrebbe costare circa un miliardo e mezzo, di cui però almeno due terzi provenienti dai contributi messi a disposizione dal Cio e dai ricavi privati di sponsor, diritti tv e biglietti. Tanto che si è sempre detto che gli investimenti pubblici ma a carico delle Regioni dovrebbero ammontare a poco più di 350 milioni di euro. Adesso Lombardia e Veneto ricevono addirittura un miliardo, distribuiti negli anni. L’emendamento suggerisce allora anche la destinazione, ma tenendosi il più vago possibile: potranno essere utilizzati per gli impianti previsti dal dossier, ma visto che lì i soldi avanzerebbero, anche per “opere connesse”, o ancora più genericamente “opere di contesto”. Quindi praticamente tutto. Dalle prime indiscrezioni, dovrebbero essere investiti principalmente sulla rete viaria. Sta ai governatori Zaia e Fontana, d’intesa col ministero delle Infrastrutture (che fa capo alla ministra De Micheli) stilare la lista della spesa: di fatto grazie alle Olimpiadi le due Regioni più ricche d’Italia potranno rifarsi il look.

UN “PENSIERO” ANCHE PER LA RYDER – Alla festa parteciperà anche il Lazio: 50 milioni vanno anche alla Regione che ospiterà nel 2022 la Ryder Cup di golf. La manifestazione, in realtà, un bel po’ di fondi pubblici li aveva già ricevuti nella manovra 2016: per la precisione 60 milioni cash, stanziati (anzi, sarebbe meglio dire nascosti), tra le tabelle della finanziaria, più altri 97 a garanzia. La differenza è che quei contributi erano stati destinati alla FederGolf, questi nuovi 50 milioni finiranno invece alla Regione, cioè al governatore Nicola Zingaretti, cioè al Pd. Ce n’è per tutti.

IL GRANDE BLUFF DEI “GIOCHI DELL’AUTONOMIA” – In realtà i Giochi avrebbero dovuto essere a costo zero per lo Stato. Questo era l’accordo fatto a fine 2018 nel governo gialloverde, il compromesso fra la Lega (favorevole) e il Movimento 5 stelle (prudente, per non dire proprio contrario) per dare il via libera al progetto. Lo aveva garantito l’ex sottosegretario Giorgetti, lo rivendicavano quasi con orgoglio Sala, Zaia, Fontana. “I Giochi dell’autonomia”, li avevano chiamati. Dal giorno dopo la candidatura, però, era cominciato il lavoro ai fianchi per assicurare a Lombardia e Veneto le risorse di cui avrebbero avuto bisogno: prima l’ok del premier Conte a farsi carico almeno degli oneri per la sicurezza (circa 400 milioni), poi la promessa di un ulteriore contributo per le infrastrutture ribadito al momento dell’insediamento anche dal neoministro Spadafora. Il provvedimento non è ancora definitivo: approvato in commissione Bilancio, dovrà essere confermato in aula per diventare legge, ma al momento da destra a sinistra sembrano essere tutti d’accordo. Un anno fa assicuravano in coro: “Lo Stato non ci rimetterà un euro, pagheranno tutto le Regioni”.

Twitter: @lVendemiale

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