Il nuovo piano industriale di Safilo prevede circa 700 esuberi in Italia, nonostante la previsione di vendite in crescita nei prossimi cinque anni. Il gruppo degli occhiali ha spiegato in una nota che la perdita delle licenze del lusso Lvmh rende “necessario” avviare “un piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale, che risponda prontamente al nuovo scenario produttivo”. Safilo “ha aperto un tavolo negoziale” con i sindacati allo scopo di “individuare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare gli impatti sulle persone coinvolte”. Dei 700 esuberi totali, 400 riguarderanno lo stabilimento di Longarone, a quanto si apprende da fonti sindacali.

“Siamo chiamati a ripensare la nostra organizzazione industriale, riallineandone l’attuale capacità produttiva alle nostre future esigenze, salvaguardando così la competitività e la solidità finanziaria del gruppo nel lungo periodo”, ha commentato l’amministratore delegato Angelo Trocchia. “Nonostante il tentativo di far emergere soluzioni alternative, il nuovo piano industriale ha alla fine un impatto su un numero significativo di persone” per le quali l’azienda cercherà le soluzioni “migliori” e più “responsabili”. Trocchia ha parlato della necessità di “un passaggio più decisivo ad una strategia di trasformazione digitale” che punterà anche sull’adozione di “contenuti e servizi digitali innovativi e all’avanguardia” e che produrrà “una crescita più significativa del nostro business e-commerce direct-to-consumer“. La digitalizzazione di Safilo è già iniziata lunedì, con l’acquisizione di Blenders Eyewear. Si tratta di una società nata sul web e cresciuta rapidamente attraverso la propria piattaforma di commercio digitale, dove ha conquistato consumatori millennial e della generazione Z con strategie social e di marketing digitale.

Il piano industriale del gruppo prevede vendite nette “intorno a 1 miliardo di euro nel 2024, con un tasso medio annuo di crescita nei cinque anni tra l’1% e il 2%” con un margine operativo lordo (Ebitda rettificato) “tra il 9% e l’11% delle vendite nel 2024”. La posizione finanziaria netta dovrebbe risultare positiva entro la fine del piano. Gli investimenti previsti calano dall’attuale 3% delle vendite al 2% circa.

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