Le dimissioni di Andrea Stramaccioni diventano un caso di Stato in Iran. Il tecnico italiano, ex allenatore di Inter e Udinese, ha da poco risolto unilateralmente il contratto che lo legava all’Esteghlal, visto che il club iraniano – di proprietà pubblica – da tempo non paga lo stipendio a lui e ai giocatori. L’addio di Stramaccioni però non è andato giù ai tifosi, perché l’italiano è stato in grado di riportare la squadra al primo posto in campionato, dopo un periodo difficile: centinaia di fan inferociti sono scesi in piazza a Teheran, hanno protestato davanti alla sede del ministero dello Sport e poi si sono diretti verso la sede del club e vi hanno fatto irruzione. Secondo l’agenzia Isna, un dirigente dell’Esteghlal è stato aggredito. Per placare la rivolta, il ministro dello Sport, Masoud Soltanifar, ha chiesto al vice ministro degli Esteri, Abbas Araqchi, di parlare con l’ambasciatore italiano per favorire il ritorno in panchina di Stramaccioni. Soltanifar è accusato dai manifestanti di essere un tifoso del Persepolis, la squadra rivale dell’Esteghlal. Il tecnico ex Inter questa mattina è arrivato in Turchia, ma al telefono con Sky spiega che “se la situazione si sanasse dal punto di vista legale sarei pronto a tornare anche domani alla guida dell’Esteghlal”.

“Siamo stati costretti a terminare il contratto perché siamo dei professionisti di alto livello e nella Fifa ci sono delle regole che il club non è riuscito ad adempiere nonostante le tante promesse”, spiega Stramaccioni a Sky. Per via delle proteste, il presidente del club, Amir Hossein Fathi, e tutto il suo staff sono stati costretti a dimettersi. I dirigenti hanno giustificato il mancato pagamento degli stipendi con problemi di natura burocratica. In particolare sia il tecnico romano che il suo staff non riceverebbero lo stipendio da mesi, per non parlare della mancanza di un interprete per la panchina e alla possibilità di tornare in Italia per il mancato rinnovo di un visto scaduto da tempo.

Riavvolgendo il nastro di questi mesi trascorsi in Iran, Stramaccioni la considera “una avventura diversa nella mia carriera, dispiace che in seguito a questa decisione ci siano state anche ripercussioni che hanno avuto anche un risvolto politico“. “Il primato in classifica mancava da sei anni all’Esteghlal. E’ arrivato dopo una partenza difficile in cui incide anche la situazione dell’Iran con le sanzioni che non permettono al paese di esprimersi al 100%”, spiega. L’ex tecnico dell’Inter considera quella iraniana “una esperienza comunque positiva, con una tifoseria incredibile. Giocare in stadi con 100mila persone e fare la Champions asiatica. Anche per un allenatore italiano è un grande onore”.

Le autorità iraniane sono al lavoro per trovare una soluzione ai problemi che hanno portato Stramaccioni a lasciare l’Iran dopo aver annunciato la risoluzione unilaterale “per giusta causa” del contratto. Un portavoce del ministero dello Sport di Teheran all’agenzia di stampa Ilna ha dichiarato: “Al momento la cosa più importante è mantenere i tifosi tranquilli e riportare indietro Stramaccioni”. Secondo Radio Frada, Stramaccioni ha interrotto il contratto con l’Esteghlal dopo che è stato bloccato il pagamento dello stipendio sul suo conto corrente in Italia. In Iran ci sono grandi problemi a trasferire denaro all’estero a causa delle sanzioni. L’Esteghlal, scrive l’emittente, era costretto a pagare lo stipendio all’allenatore in piccole somme e non attraverso il conto ufficiale del club e ciò avrebbe “causato sospetti di riciclaggio“.

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