La commissione giuridica del Parlamento europeo (Juri) ha permesso a Thierry Breton, candidato a Palazzo Berlaymont per la Francia, di avere il via libera “senza che gli fossero rivolte ulteriori domande su che cosa è successo ai soldi incassati grazie alla vendita delle sue azioni Atos” grazie “al sostegno dei gruppi della destra”. La denuncia arriva dal gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo che esprime “disappunto” per la decisione di Juri di respingere la loro richiesta “per rivolgere ulteriori domande scritte a Breton, per chiarire i suoi attuali beni e come intende evitare conflitti di interesse nel suo futuro ruolo”. Una richiesta bocciata, dicono ancora i socialisti, per “colpa” è dei Conservatori e dei Liberali.

I dati detenuti illegalmente – Al centro c’è la questione che riguarda Atos, società informatica guidata fino a poco tempo fa da Thierry Breton che, secondo quanto riferito da un documento riservato ottenuto da EUobserver, “ha ospitato una copia parziale, illegale, dei dati dell’Europol per conto del Regno Unito“. Il dossier elenca “anni di abusi delle autorità di Londra nella gestione del Sistema d’informazione Schengen (SIS), database dell’Unione usato dalle polizie per rintracciare migranti privi di documenti, persone scomparse, proprietà rubate o sospetti criminali. Sebbene non sia membro dell’area Schengen, al Regno Unito è stato concesso un accesso limitato a condizione che rispettasse le regole. Ma nonostante questo, Londra avrebbe effettuato oltre 514 milioni di richieste al SIS nel 2016, il secondo dato più alto tra tutti gli Stati dell’Unione“. Un controllo a campione, “nel novembre 2017, di un gruppo di esperti Schengen degli Stati e della Commissione Ue ha visto che anche il Regno Unito aveva effettuato un numero significativo di copie complete o parziali del SIS. Una copia tecnica parziale sarebbe stata detenuta da Atos“.

La valutazione della commissione Juri – Riunita per valutare i possibili conflitti di interesse dei commissari designati, ha dato il via libera alle audizioni dei candidati di Francia, Romania e Ungheria, in programma il 14 di fronte alle commissioni competenti. Breton, candidato commissario all’Industria e Mercato interno, è passato di misura con 12 sì e 11 contrari. Hanno avuto il via libera all’unanimità la romena Adina Valean e l’ungherese Oliver Varhelyi. “La commissione Affari giuridici ha dato il via libera alle audizioni dei tre commissari designati” di Francia, Ungheria e Romania che si terranno “il 14 novembre”, ha annunciato in un tweet Jaume Duch, direttore generale della comunicazione e portavoce del Parlamento europeo. “L’audizione di Varhelyi si terrà tra le 8 e le 11 nella commissione Affari esteri, quella di Valean tra le 13 e le 16 nella commissione Trasporti e quella di Breton tra le 13 e le 16 di fronte alle commissioni Mercato interno e industria”. Il francese Thierry Breton è candidato commissario al Mercato interno con deleghe all’Industria e alla Difesa, la romena Adina Valean è candidata commissaria ai Trasporti, mentre l’ungherese Oliver Varhelyi sarà responsabile per la Politica di vicinato e l’Allargamento.

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