Prove tecniche di unione tra il nuovo partito di Matteo Renzi e quello di Berlusconi. Con l’ex segretario Pd, già architetto del Patto del Nazareno, a rompere nuovamente gli indugi dopo le aperture già esplicite delle scorse settimane alla Leopolda: “Porte aperte a nuovi dirigenti”. La novità, questa volta, è la risposta possibilista. Tutto si consuma sul palco del teatro Franco Parenti di Milano, al festival de Linkiesta: “Se Renzi dichiarasse di non voler sostenere più il governo di sinistra ma di avere altre ambizioni, Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione“, dice Mara Carfagna, alto dirigente di Forza Italia. E ancora: “Oggi io e Renzi siamo in due metà campo diverse”, dice la vicepresidente della Camera, aggiungendo le difficoltà che sta attraversando il suo partito: “Molti, dopo 25 anni, non si sentono a proprio agio in Forza Italia, oggi si sentono a casa d’altri”.

Parole di apertura, quelle della Carfagna, che trovano più di una sponda nell’intervento di Matteo Renzi, poche ore dopo, sullo stesso palco. Quando gli viene chiesto di dire la sua sul matrimonio con una parte di Forza Italia, non si tira indietro. Anzi: “Porte aperte a chi vorrà venire in questo progetto, non da ospite ma da dirigente. Vale per Mara Carfagna e altri dirigenti del suo partito. Ma noi non tiriamo la giacchetta, Italia Viva è un approdo naturale per tutti, è questione di tempo”. In serata, senza entrare nel merito delle diversità di vedute, arriva il pensiero di Silvio Berlusconi: “La cena di ieri non è servita, Mara Carfagna decida se restare o andare via…”, L’Ansa riporta la frase appresa da più fonti azzurre

Il mal di pancia tra i forzisti più moderati, compresa la deputata che non lo ha nascosto nei giorni passati, e il conseguente avvicinamento a Renzi sono dovuti all’ultima astensione del partito, insieme al resto del centrodestra, nel voto sulla mozione Segre, visto come uno spostamento eccessivo in direzione delle forze sovraniste: “Mi fa rabbia la sudditanza psicologica nei confronti del sovranismo – ha continuato -, è dannosa per il nostro partito, per le alleanze internazionali. In nessun Paese i partiti liberali sono affetti da sudditanza verso le destre estreme. Non mi piace e non lo accetto”.

Carfagna ha per ora escluso un suo passaggio nel campo dei renziani, chiedendo al politico di Rignano sull’Arno di staccarsi definitivamente dalla tradizione di sinistra, e dal Pd, per collocarsi stabilmente in una posizione di centro che possa essere compatibile con i valori del centrodestra liberale: “Il mio campo politico è e resterà il centrodestra – ha puntualizzato la parlamentare azzurra su Twitter – Tra il mio percorso e quello di Matteo Renzi non possono esserci sovrapposizioni, lui è nell’altra metà campo e sostiene un governo di sinistra”.

Nessun problema, comunque, per l’ex premier che incalza: “Credo che una parte significativa del mondo che ha creduto nei valori di Forza Italia non si riconoscerà comunque in Salvini. Salvini, anche se farà una svolta moderata, non riuscirà a rappresentare quel mondo. Una parte l’ha presa. Più in là non va. Chi non è andato con Salvini al momento del massimo consenso non ci andrà ora. C’è una parte in Fi che non sta in un disegno sovranista, anche se è annacquato, cosa che Salvini sta facendo”. “C’è un mondo dentro Fi che non si sente a casa – dice riprendendo le parole di Carfagna – C’è una parte che non sfila in piazza con Casapound. La Casa delle Libertà non va confusa con Casapound. E c’è una parte che non è d’accordo con l’astensione sulla proposta di Liliana Segre. C’è un mercato politico che guarda con interesse a noi. Parlamentari di Forza Italia molto seri stanno riflettendo su cosa fare e mi auguro che già dai prossimi giorni possano valutare un’adesione ai gruppi di Italia Viva”.

Proprio per favorire questa fusione, Renzi chiede a coloro che sono interessati di non farsi impaurire dalle etichette politiche, ma di aprirsi alle “contaminazioni“: “Faremo una cosa nuova, la rivoluzione della politica italiana, più personalità di livello ci saranno e meglio è, meno sarà un partito ad personam e meglio è. La prossima sfida di Italia Viva è sapersi contaminare. Se è il partitino o il partito di Renzi andiamo comunque in doppia cifra, se invece ci allarghiamo diventando una casa per dirigenti, professionisti, lavoratori che non si fanno un esame del sangue per sapere da dove vengono può essere una cosa molto più grande”.

E poi rompe con il dogma dell’alleanza a sinistra: “Oggi bisogna costruire una cosa nuova che è ovvio che non si limita al centrosinistra, è un argine a tutti gli estremismi, lo ha capito anche Salvini che sta rincorrendoci, ci sarà gente che viene da mondi diversi, anche dalla destra. La politica seria è fatta di approfondimento, di studio, preferisco essere antipatico che essere incompetente”.

Nell’estate del 2018, i giornalisti de Ilfattoquotidiano.itavevano chiesto all’allora senatore del Pd se stesse pensando a un nuovo partito con i delusi di Forza Italia. L’attuale leader di Italia Viva aveva però eluso le domande, limitandosi a rispondere “voi avete dei problemi”.

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