Una donna di 33 anni originaria di Roma e residente a Vecchiano (Pisa) è stata trovata morta lunedì mattina a Livorno in un capannone dove nel ponte dei Santi si è svolto un rave party. La giovane, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe figlia di un ex poliziotto ed è una delle circa mille persone che dall’1 al 4 novembre avrebbero occupato abusivamente l’ex fabbrica Trw, che produceva sterzi per auto e dava lavoro a 450 operai, nella zona industriale di Stagno. La festa era tutta a base di musica techno, alcool e droga. Al momento è in corso un sopralluogo della Squadra Mobile di Livorno guidata da Salvatore Blasco e del magistrato di turno che sta indagando sull’accaduto e dei volontari della Misericordia di Livorno con il medico che ha accertato il decesso. Per un’ora i medici del 118 hanno provato a rianimare la ragazza ma è stato tutto inutile. Nella notte tra sabato e domenica, uno dei partecipanti – un ragazzo di 26 anni originario di Cecina – era stato portato d’urgenza al Pronto Soccorso perché in pericolo di vita: durante il rave avrebbe assunto anfetamine, ecstasy, ketamina, hashish e anche dei vetri. Nella quattro giorni di rave, sono stati cinque i partecipanti che si sono sentiti male a causa dell’abuso di alcool e droga e in tutto la Digos aveva già identificato 200 persone.

Le indagini – La denuncia sarebbe arrivata proprio da alcuni giovani che si trovavano all’interno dell’ex fabbrica. La polizia scientifica di Livorno sta svolgendo i rilievi in tutta l’area del capannone e il luogo dove è stata trovato il cadavere è stato isolato: oltre all’identificazione della giovane, gli uomini delle forze dell’ordine stanno provando a raccogliere tutti gli elementi utili per ricostruire le ultime ore della vittima e capire le cause che ne abbiano portato al decesso. In primo luogo, gli investigatori stanno sentendo alcuni testimoni che negli ultimi giorni hanno partecipato al rave per capire se la donna sia morta effettivamente nel luogo dove è stata trovata. Al momento, confermano fonti della Questura di Livorno, nessuna ipotesi è esclusa, tra cui la morte per overdose. Ma decisiva per chiarire le cause e l’ora del decesso sarà l’autopsia che sarà effettuata probabilmente già domani dal medico legale.

A quanto risulta a ilfattoquotidiano.it nei giorni in cui si è svolta la festa non erano arrivate segnalazioni o denunce in Questura fino a domenica, al momento della serata conclusiva: alla chiusura del rave party, le pattuglie della Questura e dei Carabinieri hanno svolto i controlli nell’area vicina al capannone denunciando cinque persone per aver occupato abusivamente l’edificio e sequestrando due mezzi carichi di amplificatori e casse. Fino ad allora gli agenti delle forze dell’ordine si erano limitati a identificare i partecipanti alla festa.

Le polemiche sul rave party – Inizialmente per il ponte di Ognissanti i mille giovani provenienti da tutta Italia dovevano andare a Viterbo ma poi, complice lo spazio che si presta a questo genere di eventi, hanno cambiato idea organizzando il rave nella zona industriale di Livorno. Ed è nel capannone della ex Trw, ormai dismesso, che è stato individuato il luogo per una grande festa dove non esistono regole: musica techno a tutto volume, alcool a fiumi e spaccio di droghe leggere e pesanti. E poi, come avviene spesso, la violenza. Quello degli ultimi giorni è il terzo negli ultimi sette mesi in città: l’ultimo risale a Pasqua quando il deejay Maurizio Canavesi era stato accoltellato a morte dall’amico Sergio Ubbiali mentre il tre marzo la Questura di Livorno aveva identificato altre 64 persone in un altro blitz. In questi anni il capannone dell’ex Trw è diventato luogo franco per gli organizzatori di rave da tutta Italia e fino ad oggi le amministrazioni non sono riuscite a impedirlo.

Per evitare ulteriori feste abusive al prossimo ponte, il sindaco di Livorno Luca Salvetti aveva chiesto al prefetto di riunire il Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico (Cosp) e anche la proprietà ed è molto probabile che la tragedia di lunedì acceleri la chiusura e la bonifica dell’area. Nei giorni del rave inoltre un giornalista della televisione locale Rtv 38, Luca Lunedì, aveva provato ad entrare nell’area per documentare lo sballo incontrollato ma era stato fermato e minacciato (“Ti veniamo a cercare a casa”) dai partecipanti che hanno anche tentato di strappargli la telecamera dalle mani.

Twitter: @salvini_giacomo

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