A quattro anni dagli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi è in via di chiusura l’inchiesta dei giudici antiterrorismo. Gli attentati furono rivendicati dall’Isis e provocarono 130 morti tra Parigi e Saint-Deni. Il processo dovrebbe celebrarsi non prima di un anno. Sono in totale quattordici, di cui undici in detenzione provvisoria, le persone indagate nell’inchiesta. Tra questi, Salah Abdeslam, l’unico superstite ancora in vita dei tre commando jihadisti che in quella sera di novembre furono autori della strage. Abdeslam, condannato in Belgio a 20 anni, per gli attacchi a Bruxelles, non si fece esplodere come previsto.

È attualmente detenuto nel penitenziario di Fleury-Mérogis, nel sud della capitale. Su altri cinque sospetti, di cui alcuni dati per morti in Siria o in Iraq, come i fratelli Clain, pende un mandato d’arresto. Quella sera nove uomini scatenarono un attacco multiplo tra lo Stade de France di Saint-Denis, dove era in corso la partita Francia-Germania, diversi bar e ristoranti del centro di Parigi e la sala concerti del Bataclan, causando anche oltre 350 feriti.

Secondo fonti giudiziarie, i magistrati dell’antiterrorismo francese hanno anche concluso le indagini sull’attentato sventato a bordo del treno Thalys Amsterdam-Parigi. Pochi mesi prima dell’attentato del 13 novembre 2015, il 21 agosto dello stesso anno, il ventiseienne marocchino Ayub El Khazzani aprì il fuoco a bordo del treno ad alta velocità, seguendo le istruzioni di Abdelhamid Abaaoud, il coordinatore della cellula Isis che colpì la Francia ed il Belgio tra il 2015 e il 2016. Due passeggeri vennero feriti, ma l’attentatore venne bloccato da due militari americani in ferie, il cui gesto evitò una probabile carneficina. Insieme ad El Khazzani, quattro altre persone sono indagate nell’inchiesta francese, tra cui Bilal Chatra e Reduane Sebbar. Ancora da definire la data del processo.

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