A Generoso Biondi e Alessandro Di Domenico, rispettivamente direttore e funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Brescia, il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari. Lo scorso 26 settembre per loro si erano aperte le porte del carcere con l’accusa di corruzione dopo la maxi inchiesta “Leonessa”. Secondo gli investigatori, direttore e funzionario si sono divisi parte di una tangente di 65mila euro messa sul tavolo da un imprenditore in cambio di uno sconto da 20 milioni di euro sulle tasse da pagare.

L’indagine rientra nella ben più ampia inchiesta sulla Stidda che ha portato a 104 arresti e sequestri per 35 milioni di euro tra la provincia di Caltanissetta e di Brescia. Proprio a Brescia il gruppo mafioso aveva inquinato, secondo quanto ricostruito dalla Procura, diversi settori economici attraverso la commercializzazione di crediti d’imposta fittizi per decine di milioni di euro. Accertando, dunque, il legame tra esponenti mafiosi, imprenditori e colletti bianchi in un vero e proprio business.

Ora il tribunale ha accettato la richiesta di scarcerazione da parte del legale dei due dipendenti pubblici per la mancanza del rischio di inquinamento probatorio, come invece sostenuto dalla Procura, in quanto sia Rossi che Di Domenico sono stati sospesi dal lavoro dall’ufficio centrale dell’Agenzia delle Entrate.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ergastolo ostativo, il Parlamento accetterà di smantellare l’antimafia?

next
Articolo Successivo

Brindisi, beccato con 16 chili di marijuana. Il pm chiede aggravante: “Ingente quantitativo”. Ma il giudice dà ragione alla difesa: “Poco Thc”

next