Aumentano in Italia i minori vittime di reati: nel 2018 sono stati 5.990, il 3% in più rispetto al 2017, in prevalenza bambine e ragazze (59,4%). Fra questi, un terzo ha subito maltrattamenti in famiglia, reato che fa registrato in un solo anno un aumento del 14%. I dati sono stati elaborati dal Comando Interforze per il nuovo Dossier della Campagna “Indifesa” di Terre des Hommes, organizzazione che si occupa di tutelare i diritti dell’infanzia.

La regione che nel 2018 ha registrato il maggior numero di reati contro i minori è stata la Lombardia: 1.090 vittime. Seguono Sicilia (646), Emilia Romagna (611) e Lazio (551), quest’ultima con l’incremento più significativo (+25%), passando da 440 vittime del 2017 a 551 vittime nel 2018. Sempre il Lazio ha registrato il maggior numero di omicidi volontari, con 5 vittime (4 delle quali bambine). La Lombardia è prima anche per quanto riguarda il reato di maltrattamento in famiglia (358 vittime), e per i reati di violenza sessuale e violenza sessuale aggravata, in merito ai quali nel 2018 registra un record drammatico, rispettivamente con 126 vittime (per il 90% femmine) e 103 vittime (per l’84% femmine). Viceversa, i cali più rilevanti di reati contro i minori si registrano in Basilicata (-33%, da 45 vittime nel 2017 a 30 vittime nel 2018) e in Valle d’Aosta (-30%, da 23 vittime nel 2017 a 16 vittime nel 2018).

A livello mondiale, la ricerca mette in luce come, tra l’altro, sono 68 milioni le bambine che da qui al 2030 verranno sottoposte a mutilazioni genitali e 130 milioni le bambine e le ragazze escluse da scuola che finiscono con l’essere sfruttate in lavori umili e poco retribuiti o col subire abusi e violenze nell’ambito di relazioni e matrimoni precoci. Ogni anno, 12 milioni di ragazze sotto i 18 anni si sposano, spesso con uomini molto più grandi, e circa 2 milioni di ragazze con meno di 15 anni subiscono una gravidanza. Si tratta di adolescenti impreparate ad affrontare una maternità che, in un caso su due, non è cercata. In Italia nel 2017 le giovanissime mamme sono state 1.390, 1.100 delle quali italiane e il resto di origine straniera. Il dato è in calo del 10% rispetto all’anno precedente. Drammatica la situazione delle bambine e delle ragazze con disabilità, che sono vittime delle violenze di genere dieci volte di più rispetto alle loro coetanee senza disabilità.

“È necessario un maggiore impegno anche sul fronte della cooperazione allo sviluppo – afferma Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes – molto è stato fatto sui matrimoni precoci e tanto si sta facendo contro le mutilazioni genitali. Ma oggi dobbiamo accelerare su temi fondamentali quali l’educazione e istruzione paritaria, l’educazione finanziaria e quella sessuale, l’accesso alle cure mediche e la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere”. E aggiunge: “Chiediamo al governo un maggiore impegno nel contrasto e nella prevenzione della violenza e delle discriminazioni di genere, partendo dai più giovani che sono spesso dimenticati o dati per scontati in questa sfida”. Terres des Hommes si impegna a tutelare i diritti dei minori con il Network Indifesa, “la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting realizzata con Kreattiva” ma, precisa Vergari, “impegni come questo richiedono un sostegno preciso e puntuale in termini finanziari e una forte volontà politica di sostegno alla partecipazione e al protagonismo dei ragazzi e delle ragazze”.

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