Michael Schumacher “sta lottando per migliorare ogni giorno la situazione”. Jean Todt torna a parlare delle condizioni di salute dell’ex pilota della Ferrari. Lo fa a qualche settimana dal ricovero a Parigi, svelato da Le Parisien, per sottoporsi a una cura a base di cellule staminali. Da allora, specifica il 73enne presidente della Fia in un’intervista a Repubblica, “non c’è nessuna notizia”. Se non, appunto, che come sempre il sette volte campione del mondo “lotti” quotidianamente: “Dobbiamo accompagnarlo in questa lotta, supportare sua moglie Corinna che è una signora fantastica e che si occupa di lui e dei figli. Dobbiamo aiutarli, rispettando al massimo i loro desideri”.

Todt ribadisce di aver “detto la verità” quando ha rivelato di vedere dei gran premi in tv con lui e questa volta aggiunge: “Spero che un giorno potremo andare insieme a un gran premio. Lo seguo come al solito, lui e la sua famiglia, come è sempre stato. Abbiamo un contatto quotidiano e stasera da Parigi andrò a Ginevra e lo vedrò. Lo sappiamo che ha avuto un incidente che ha lasciato delle tracce. E questa è una cosa privata”.

Sul ricovero, aggiunge Todt, “ho letto cose incredibili e come al solito quelli che sanno non parlano, e quelli che non sanno parlano. Io faccio parte di quelli che fanno”. Si dice “stupefatto” perché, quando è venuto a Parigi per un controllo in ospedale, “della gente che dovrebbe privilegiare il segreto medico abbia parlato”. Le Parisien, riportando un dialogo tra due dipendenti della struttura, aveva riferito che il pilota è “cosciente”, senza specificare nel pratico cosa volesse dire. Questo, conclude, “onestamente toglie tutta la fiducia, per me è indegno e spero che troveremo la fonte. C’è poco altro da dire. È ovvio che tutti intorno dobbiamo aiutarlo e augurarci che ci saranno, diciamo, dei miglioramenti continui”.

“Non è che sia ingiusto volergli bene e voler sapere di lui – ricorda Todt – ma tocca alla famiglia decidere quello che vuole o non vuole dire: cerca di proteggerlo, e difendere la propria vita privata come Michael ha sempre voluto. La nostra è una continuità di un suo desiderio: non parlava mai di sé, non faceva mai vedere le foto dei figli”.

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