“Con il voto dell’Aula sul taglio ai parlamentari, sono bastati pochi minuti per smentire giorni di retroscena sui giornali”. Il giorno dopo il via libera definitivo della riforma costituzionale che riduce le poltrone del Parlamento con 553 voti a favore, il gruppo alla Camera dei 5 stelle ha diffuso una nota per smentire le ricostruzioni dei quotidiani che negli ultimi giorni avevano ipotizzato fronde o spaccature interne. “In tanti”, si legge nella nota M5s, “hanno scritto e raccontato (o forse anche tifato) di un presunto golpe parlamentare. Sono rimasti delusi. Nessuna scissione all’orizzonte, nessuna diaspora. Avere uno o due deputati in dissenso su 216 è semplicemente fisiologico”.

Solo ieri, poche ore prima dell’ultimo voto a Montecitorio, la Stampa ad esempio ha aperto il quotidiano con un articolo dal titolo: “E’ fronda contro Di Maio. Verso la scissione nei 5 stelle”. All’interno si parlava di un gruppo consistente di dissidenti pronti a votare contro il testo. Il clima tra i parlamentari è effettivamente molto teso e ci sono alcuni esponenti del Movimento che, nelle ultime settimane, hanno chiesto maggiore condivisione delle decisioni e criticato la gestione di Luigi Di Maio. Ma su una legge bandiera come quella del taglio dei parlamentari, il gruppo si è dimostrato compatto. Al momento del voto infatti, nessun M5s si è espresso per il no al taglio. Solo il deputato Andrea Colletti è intervenuto in dissenso e ha poi deciso di non partecipare al voto. Quattro deputati risultavano in missione e altri cinque non hanno votato: tra questi, uno risulta in malattia (Massimilano De Toma) e un’altra deputata è in maternità (Stefania Mammì).

I 5 stelle sono intervenuti oggi, dopo giorni di silenzio sul tema, proprio per difendere il collega De Toma: “Il gruppo è ampio, la dialettica interna è solo sinonimo di democrazia. La libertà d’espressione deve sempre prevalere, ma dovrebbe anche essere accompagnata da precisione e accuratezza nella ricostruzione dei fatti. Trovare oggi il nome del nostro collega Massimiliano De Toma nell’elenco dei ‘dissidenti’ è ridicolo e anche doloroso. De Toma era assente ieri dall’Aula perché sta giocando una battaglia molto più importante, che meriterebbe maggiore rispetto”.

Un’altra smentita è arrivata dalla deputata Stefania Mammì, la cui assenza per alcuni è stata associata a malumori e volontà di uscita dal Movimento: “Smentisco categoricamente la mia intenzione di lasciare il Movimento 5 stelle”, ha scritto. “Trovo assurdo che certa stampa abbia scritto una cosa così falsa. Mi trovo da una settimana nella mia casa milanese perché in maternità, ma con qualche complicazione. Dissidente? Mai e poi mai! Il gruppo è compatto, ieri è stato un giorno storico e sono con i miei colleghi nel voto di questa Riforma. E’ stato per il nostro Movimento, e per tutti gli italiani, un giorno importante che ha visto realizzare quello che sembrava un sogno, bene ora è legge!”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Taglio parlamentari, Baldelli (FI): “Ho votato no in dissenso col mio gruppo. Chi ha votato sì oggi si sente pure dire idiota e inutile”

next
Articolo Successivo

Italia 5 stelle a Napoli, stand divisi per regioni e agorà: il programma. Presenti Conte e Grillo, disertano Paragone e le ex ministre Grillo e Lezzi

next