Sono sedici le persone arrestate questa mattina dalla polizia, nel corso di due operazioni coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino e riferite a due distinte organizzazioni criminali dedite ad attività di usura, estorsione e riciclaggio. A scopo preventivo sono stati sequestrati, tra l’altro, soldi contanti, orologi, moto. L’indagine è scattata nel 2014, dopo l’acquisizione di alcune cambiali legate a un’altra vicenda giudiziaria, Coordinata dal sostituto procuratore e coordinatrice della Dda torinese Anna Maria Loreto e dal magistrato Valerio Longi, nell’inchiesta sono coinvolti anche commercialisti e consulenti finanziari. L’indagine riguarda due organizzazioni criminali: una capeggiata da Vittorio Ceretta, pluripregiudicato, l’altra dal sorvegliato speciale Renato Macrì, noto esponente della ‘ndrangheta. C’è poi un terzo filone, legato ai prestiti a tasso usuraio elargiti da Vittorio Raso, attualmente latitante per sfuggire ad altri provvedimenti cautelari. Raso operava con l’aiuto delle moglie di alcuni esponenti del clan ‘ndranghetista dei Crea, che facevano da intermediarie. In uno dei dialoghi intercettati, e diffusi in un video dalla polizia, si sente un uomo (non indagato) vicino a Macrì spiegare al figlio alcuni “codici” di quella che lui definisce “famiglia”

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