Una campagna regionale per promuovere il turismo in Abruzzo fatta (anche) con foto delle Maldive, e con solo il 40% del budget della campagna digital dedicato alle inserzioni pubblicitarie e il resto come “compenso per la gestione della campagna. Un compenso veramente esagerato”. La denuncia arriva dal deputato Andrea Colletti e del consigliere regionale Francesco Taglieri, entrambi del Movimento 5 Stelle, che sono partiti dalla segnalazione di un un proprietario di un bed and breakfast abruzzese. Raccontava che alcuni turisti arrivati nella sua struttura si domandassero dove fosse quella “bella spiaggia” che avevano trovato sulla pagina Facebook di Visit Abruzzo, una delle pagine promozionali della Regione, e su abruzzoturismo.it. L’immagine ritrae una bimba e una donna che, vestite di bianco, passeggiano mano nella mano su una spiaggia bianchissima davanti a un mare turchese.

“Ci siamo resi conto che quella spiaggia non era in Abruzzo, ma alle Maldive”, ha segnalato il proprietario del b&b. E in effetti quell’immagine della campagna estiva “Summer Abruzzo 2019”, presa dall’archivio fotografico di Adobe stock, era proprio stata scattata nell’arcipelago dell’Oceano indiano. “Leggendo il piano triennale del turismo (2017/2019) di Regione Abruzzo – dice Taglieri -, tra le strategie di comunicazione, c’è quella di agire sulla corrispondenza intensa tra turista e territorio, in nome dell’autenticità”. Ma di autenticità, con foto delle Maldive per simboleggiare i panorami dell’Abruzzo, non c’è traccia. Quella foto, poi, è finita anche sulla campagna per la cartellonistica autostradale, sulla quale la Regione ha investito 101mila euro più Iva. Il Messaggero Abruzzo specifica che quelle immagini sono comparse su 20 pannelli pubblicitari in 66 aree di servizio, e che per “Summer Abruzzo 2019” sono stati utilizzati anche fondi europei.

Ma l’assessore al Turismo Mauro Febbo non ci sta e rivendica il successo della campagna: “Quelli dell’agenzia sono stati bravissimi, hanno raggiunto il risultato che volevo e cioè l’aumento del 15% del turismo”, dice citando una ricerca di Expedia Group relativa ai dati del secondo trimestre del 2019. “Di 60 milioni di persone che hanno visto quella foto solo uno si è accorto che non è delle Maldive e voleva fare lo scoop. Quella si chiama ‘foto emozionale’, che si usa abitualmente nelle campagne di marketing. Io e lei non facciamo questo lavoro e non possiamo saperlo, lasciamo fare chi è del mestiere. E poi diciamocelo, in Abruzzo abbiamo anche spiagge più belle delle Maldive“. Appunto. L’agenzia non poteva fare una foto su una bella spiaggia abruzzese? “Serviva una famiglia che passeggiava – continua, poi taglia corto – il risultato è stato molto professionale. Sopra l’immagine non c’è scritto che fosse dell’Abruzzo e non è pubblicità ingannevole”.

Ma la mancanza di autenticità è uno dei punti centrali della denuncia di Colletti e Taglieri. “La campagna promozionale per il turismo estivo 2019 si è basata su immagini che non ritraggono l’Abruzzo, ma altre parti del mondo – dice Colletti – : dai cartelli presenti sulle autostrade, alle campagne pubblicitarie sui social media alle campagne sui banner dei siti. Uno schiaffo al nostro amato Abruzzo, alle sue montagne e alle sue spiagge che nulla hanno da invidiare a quelle delle foto usate. Foto verosimilmente acquistate su portali dove è possibile reperire foto a 5 euro e che in molti casi sono state utilizzate in altri contesti migliaia di volte in tutto il mondo”. Colletti anticipa poi che nei prossimi giorni sarà presentato “un esposto alla Corte dei Conti per capire chi ha la responsabilità di tutto ciò”. In prima fila c’è l’assessore al Turismo Mauro Febbo e il deputato M5s ipotizza che questa operazione “possa comportare una richiesta di risarcimento del danno da parte della Regione che da parte sua non ha saputo scegliere e controllare chi ha realizzato il lavoro”.

Dalle carte – di cui il Movimento 5 Stelle è venuto in possesso soltanto pochi giorni fa – emerge che “il bando, aggiudicato ad una impresa abruzzese per circa 71mila euro prevedeva la gestione di campagne Adwords, in pratica annunci collegati alle ricerche Google, e campagne pubblicitarie su Facebook. Un aspetto veramente anomalo è che il bando prevedeva che all’incirca il 40% del budget fosse impiegato come spesa pubblicitaria, e la restante parte fosse il compenso per la gestione della campagna. Un compenso – continua il parlamentare -, a sentire diversi operatori del settore veramente esagerato”. Infatti il bando pubblicato sul sito della regione prevede che “almeno il 15% dell’importo a base d’asta” debba essere investito “in attività di advertising basata sui motori di ricerca (principalmente Google)” e che “almeno il 25%” sia impiegato “in attività di advertising basata sui principali social network mondiali (a mero titolo di esempio non esaustivo Facebook/Instagram/Youtube)”. Colletti, intanto, chiede le dimissioni dell’assessore Febbo che però, respinge anche le accuse sul bando: “Chi lo critica, si vede che non ne ha mai scritto uno. Sono disposto a un confronto pubblico con Colletti. Anzi, che faccia pure l’esposto alla Corte dei Conti, poi vediamo come va”. E ribadisce ancora la sua soddisfazione per il +15% dei turisti. Un risultato per cui, forse, c’è anche ringraziare le Maldive.

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