La riforma per l’introduzione dello Ius culturae divide sia all’interno dei 5 stelle che nel fronte del Pd. Il provvedimento, che inizierà (di nuovo) il percorso alla Camera giovedì 5 ottobre, prevede che il “minore straniero, nato in Italia o entrato entro i 12 anni”, possa chiedere la cittadinanza italiana purché “abbia frequentato per almeno cinque anni uno o più cicli di studio”. Ad annunciare venerdì scorso l’avvio della discussione della legge era stato il deputato 5 stelle Giuseppe Brescia, salvo fare poi un passo indietro e definirla “non una priorità”. Proprio come il capo politico 5 stelle Luigi Di Maio che, solo ieri, ha detto “non è prioritario”. Oggi però è intervenuto il ministro 5 stelle Lorenzo Fioramonti: “E’ una buona idea”, ha detto il titolare del Miur a “Un giorno da pecora”, “sono convinto che bisogna essere intelligenti con l’inclusione e l’integrazione, è l’unico sistema che funziona. Mi sembra giusto darla a chi di fatto è italiano. Col governo giallo verde non credo fosse possibile ora se è una priorità o meno non sta a me deciderlo, ma è una questione importante ed è intelligente porla”. E ha aggiunto: “Giusto che il dibattito cominci”. Ma anche nel Partito democratico rimangono molte perplessità. Nelle scorse ore si è esposta la deputata dem Alessia Morani, dicendo chiaramente “che non è il momento”, perché il “Paese è troppo diviso”. Poi oggi ha parlato Matteo Renzi: “Si faccia se ci sono i voti, altrimenti non diventi un tormentone come è stato fatto dal governo nel 2017, con un tragico errore”, ha dichiarato. Diversa la posizione dell’ex premier Enrico Letta invece che, in un’intervista a Repubblica, l’ha messa tra le misure da approvare il prima possibile.

Insomma, sia dentro uno che l’altro schieramento le posizioni sono diverse e al momento sembra difficile che possano arrivare a una sintesi. Nel gruppo di chi è a favore, oggi ha parlato anche la sottosegretaria M5s all’Istruzione Lucia Azzollina: “Solo se”, ha detto a Repubblica, “saremo in grado di spiegare agli italiani che noi non vogliamo regalare la cittadinanza a nessuno, ma lavorare per integrare i bambini che hanno già concluso un ciclo di studi in Italia, conoscono la lingua, frequentano le nostre scuole e i nostri figli, riusciremo a raggiungere quello che io considero un traguardo di civiltà. Intanto bisognerebbe ripartire da un dibattito serio e onesto nel Paese, senza forzare i tempi in Parlamento. Un dibattito fin qui letteralmente inquinato da Salvini”. E ha aggiunto: “È anche una questione di sicurezza: uno straniero escluso è un cittadino frustrato, deluso, e all’Italia non fa bene avere cittadini frustati e delusi”, aggiunge, “non bisogna avere fretta. Bisogna armarsi di pazienza e sviscerare con calma le ragioni di un provvedimento tanto delicato. Iniziando a parlare proprio a quella parte del Paese che ha creduto o crede ancora alla propaganda di Salvini per evitare che abbia paura. Ripeto: stiamo parlando di bambini”. E ha concluso rivolgendosi al capo politico Di Maio: “Luigi è una persona intelligente, sa che su questo tema le opposizioni faranno di tutto per delegittimarlo. Ma il M5s ha sempre vinto quando ha avuto coraggio delle proprie idee e lo ius culturae è un’idea giusta”.

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