Un trionfo ancora più largo del previsto: Sebastian Kurz stravince le elezioni politiche in Austria. I popolari volano infatti sopra il 37%. Il risultato inatteso invece è il crollo dell’ultradestra che si ferma al 16,1%, ovvero ben 10 punti percentuali in meno rispetto a due anni fa. Alla fine la Fpö paga più del previsto lo scandalo Ibiza-gate e mette in crisi il progetto di Kurz di una nuova coalizione nero-blu: “Il nostro partito necessita di una ripartenza. Di certo non posso suggerire di continuare sulla strada del governo, non alla luce di questo risultato”, ha annunciato a caldo il segretario generale, Harald Vilimsky.

Chi ne beneficia sono i socialdemocratici che confermano le aspettative dei sondaggi, raccogliendo il 21,7%. E’ un calo rispetto al 2017, come testimoniano anche le parole della candidata Pamela Rendi-Wagner che si dice “non soddisfatta del risultato”. Il testa a testa con la destra xenofoba però è stato vinto e ora si apre la prospettiva di poter trattare con Kurz per una Grosse Koalition austriaca. Dopo la debacle delle ultime politiche, tornano invece in parlamento i Verdi con un rilevante 14%, che significa un recupero di oltre il 10% dei voti e la possibilità di avere a loro volta un’importante chance di entrare nella futura maggioranza. I liberali Neos invece si fermano al 7,8%. L’affluenza cala ma resta comunque al 76,6 per cento.

Un governo migliore per l’Italia – Con la probabile uscita di scena dal tavolo di governo della Fpö, il leader dei popolari austriaci Kurz ha in sostanza due opzioni: i socialdemocratici, oppure una maggioranza con i Verdi che sarebbe una novità assoluta a livello nazionale, ma già collaudata nel Land del Tirolo. Al partito ecologista vengono attribuiti al momento 26 seggi che sommati ai 71 dei popolari permetterebbero comunque di superare i 92 seggi necessari per avere la maggioranza al Nationalrat. Certo, più stabile sarebbe un’alleanza con i socialdemocratici accrediti di 42 seggi. Due scenari che in ogni caso riporterebbero Vienna più vicina a Bruxelles che a Visegrad e che costringerebbero Kurz a rivedere alcune sue priorità, per esempio in chiave Green New Deal. Per l’Italia sarebbe una buona notizia: un’Austria più moderata sulla questione migranti e più incline a non opporsi a una maggiore flessibilità europea.

Kurz: “Successo inaspettato” – “Eravamo convinti che avremmo incassato un bel risultato, ma un successo di questa portata non se lo aspettava nessuno“, ha detto il leader dei popolari austriaci Kurz, salutando dal palco a Vienna i suoi sostenitori. “Sono stati quattro mesi difficili, ma gli austriaci ci hanno riportati qui”, ha aggiunto facendo riferimento alla caduta del suo primo governo per via dello scandalo che ha colpito i suoi partner di ultradestra. A soli 33 anni, Kurz a ora una seconda possibilità per tornare cancelliere: “Di solito non mi mancano le parole, ma oggi ne sono vicino”, ha scherzato. “Si tratta di un grande voto di fiducia che noi rispetteremo. Faremo del nostro meglio per questo bellissimo paese”, ha concluso l’enfant prodige della politica austriaca, senza fare ancora nessun riferimento a possibili alleanze per formare il governo.

Spö delusa, Verdi: “Noi al governo? Kurz inverta rotta” – La candidata dei socialdemocratici Rendi-Wagner non si nasconde e quando parla del risultato raccolto alle urne dice: “Non è quello che volevamo”. Non era “quello per cui abbiamo combattuto”, aggiunge. Una lettura condivisa anche dall’amministratore delegato federale del partito, Thomas Drozda, che sottolinea: “Stasera ci sono due chiari vincitori, i popolari e i Verdi”. Verdi che festeggiano per “il più grande recupero della storia austriaca”. Il leader e candidato Werner Kogler però invita a “restare con i piedi per terra”, anche per quel che riguarda una possibile coalizione con Kurz. Da qui partiremo “per cercare di essere la punta di diamante in Europa per un mondo più giusto ed ecologico“, aggiunge. Kolger è stato il protagonista della rinascita dei Verdi, puntando anche sul tema della giustizia. Può prendere in considerazione una coalizione con Kurz soltanto se l’ex cancelliere effettua un “cambiamento radicale” di direzione rispetto alla sua precedente alleanza con l’ultradestra. “Ci vuole un’inversione di rotta”, ha detto Kogler parlando alla tv austriaca ORF.

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