Sono oltre 40 le persone rimaste ferite nella scossa di terremoto che ha fatto tremare l’Albania pochi minuti dopo le 16. Lo riferiscono fonti mediche di Tirana precisando che tra le persone ricoverate, gran parte delle quali bambini e ragazzi, ci sarebbe anche una persona in condizioni gravi. L’epicentro del sisma è segnalato dall’Ingv pochi chilometri a nord di Durazzo, nel mar Adriatico lungo la costa settentrionale del Paese delle Aquile, e una profondità di 20 km. La scossa – seguita da una forte replica di magnitudo 5 pochi minuti dopo – è stata avvertita distintamente anche in Puglia, senza causare danni. La scossa, secondo le autorità albanesi, sarebbe il più forte degli ultimi 20-30 anni.

In Albania, il terremoto è stata sentito in diverse località, provocando panico tra i cittadini che si sono riversati nelle strade. I quotidiani albanesi riferiscono di danni a Durazzo, la città più vicina all’epicentro, dove almeno due persone sarebbero rimaste ferite e in tutto il comune manca l’elettricità. In un paese tra Durazzo e Tirana sarebbero crollate alcune abitazioni. Nella capitale, invece, sarebbe stato evacuato un interno palazzo per i danni riportati. Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, numerose le telefonate per chiedere informazioni sono arrivate ai centralini di polizia, carabinieri e vigili del fuoco.

La scorsa notte, attorno all’1.30, era stata registrata un’altra scossa nel sud della Bosnia-Erzegovina. Stando ai media locali, l’epicentro è stato localizzato a 8 km a sudest di Capljin a una profondità di tre km, ed è stato avvertito in numerose altre località dell’Erzegovina, in particolare a Mostar e Medjugorje. Si tratta dell’ultima di una serie di scosse sismiche che interessano la Bosnia-Erzegovina dalla fine di agosto.

Intanto il premier albanese Edi Rama ha annunciato di aver annullato il previsto viaggio a New York e, dunque, la sua partecipazione all’Assemblea dell’Onu. Rama, che aveva già lasciato Tirana e si trovava a Francoforte al momento della scossa, ha fatto sapere che sta rientrando in patria.

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