Violenze e incendi per le strade di Parigi. Nel giorno del ritorno alla manifestazione dei gilet gialli e della marcia per il clima la cronaca deve registrare una impennata di violenza lungo il percorso del corteo. All’arrivo in place d’Italie ci sono stati incendi di cassonetti da parte dei black block che si sono infiltrati tra i manifestanti. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni.

I devastatori, con il volto coperto, hanno risposto erigendo barricate con materiale da cantiere. Il rischio che la marcia potesse degenerare era apparso chiaro quando lungo il percorso, nel quartiere latino, sono state danneggiate banche, agenzie di assicurazione e immobiliari. Di fronte al clima di tensione, i movimenti ecologisti di Greenpeace e Youth For Climate hanno invitato i loro sostenitori ad abbandonare la manifestazione. Le forze dell’ordine hanno da subito denunciato le violenze e – su Twitter – hanno invitano i manifestanti ad “emarginarli”. Uno dei violenti è stato fotografato e la foto postata sul social. Alle 18 i fermati erano 163 e i denunciati 395.

Gli agenti avevano cominciato a usare i lacrimogeni sugli Champs-Elysees, per disperdere gruppi di gilet gialli che volevano avvicinarsi alle zone vietate in questa giornata a rischio di fusione di diversi cortei. La prefettura aveva reso noto che per questo 45/o appuntamento dei gilet gialli erano stati effettuati finora 65 fermi. La zona vietata ai cortei comprende tutti gli Champs-Elysees fino all’Eliseo da una parte e all’Assemblée Nationale sull’altra riva della Senna.

Questa mattina dopo mesi, Parigi si era svegliata blindata come nei giorni in cui imperversavano le proteste dei gilet gialli. Per questo 7.500 poliziotti e gendarmi erano stati schierati dall’alba nelle zone chiave della capitale francese ed effettuati già nelle prime ore un centinaio di fermi e migliaia di controlli nel corso dei quali la polizia aveva sequestrato “armi da destinazione” come pietre, mazze, bocce e altri oggetti contundenti.

Alcuni attivisti “antagonisti” avevano chiesto espressamente la convergenza dei cortei sul clima e sulla giustizia sociale motivo per cui venerdì sera era intervenuto il presidente Emmanuel Macron per invitare tutti alla calma: “È bene che la gente si esprima – aveva detto Macron – bisogna che questo possa avvenire in un clima di calma. Lancio un appello affinché tutto possa svolgersi con intelligenza, concordia e con calma, affinché i nostri giovani e meno giovani possano fare le loro visite e godersele”.

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