La “sobrietà” e il “rigore” dei ministri per mettere fine all’epoca dei “proclami” e delle “dichiarazioni bellicose“. Quindi i primi atti concreti: innanzitutto la scuola e la famiglia, con l’azzeramento delle rette per gli asili nido ai redditi medio-bassi entro il 2021, ma anche la revisione delle concessioni autostradali sulle quali “non ci sarà nessuno sconto“. Poi il taglio dei parlamentari, la riduzione del cuneo fiscale insieme al “salario minimo“, lo stop alle trivelle e la revisione del decreto Sicurezza. Giuseppe Conte si è presentato, di nuovo, davanti all’Aula di Montecitorio per chiedere la fiducia e, nel discorso che ha tenuto a battesimo l’esecutivo Conte 2, ha cercato non solo di toccare i temi su cui si basa l’intesa tra Pd e M5s, ma anche di convincere del fatto che quello che nasce oggi è “un progetto” fatto per durare. Non a caso ha usato due parole molto ricorrenti nei suoi discorsi: “coraggio” e “determinazione”. E pure, “nuovo umanesimo“, principio a cui dice di ispirare la sua azione e che ha citato il 20 agosto scorso quando si è presentato al Senato per le dimissioni e subito dopo aver sciolto la riserva per far nascere il nuovo esecutivo. Oggi, come già diciotto mesi fa, al suo fianco c’era Luigi Di Maio, anche se questa volta come ministro degli Esteri. Alla destra invece, al posto di Matteo Salvini, la nuova titolare degli Interni Luciana Lamorgese. Sui banchi del governo, i neo ministri che hanno giurato davanti al Colle solo giovedì scorso.

Durante il discorso record di un’ora e 25 (nel 2018 durò un’ora e dieci), il premier si è posto come “garante” e “primo responsabile” del programma. Un piano, ha detto, da non considerare “una mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa”. Overro, era il sottinteso, non come il vecchio contratto Lega-M5s, ma piuttosto, come già anticipato, una sintesi omogenea che si prefigge di far partire una vera intesa. Nel suo lungo intervento il premier ha toccato tutte quelle che per lui sono da considerare priorità di intervento. E, soprattutto, ha parlato del ruolo dell’Italia in Europa. Conte ha ricordato la necessità di intervenire in “modo critico” sulle decisioni di Bruxelles, ma ricordando “la responsabilità” che ha l’Italia in quanto Stato membro. Così come la necessaria tutela delle relazioni transatlantiche e l’appartenenza alla Nato. “Il progetto politico di ampia portata”, così l’ha definito Conte, dovrà realizzare la difficile impresa di realizzare numerosi obiettivi: dal “green new deal” per la rigenerazione urbana alla legge per l’acqua pubblica, dalla legge elettorale alle manette per gli evasori. Nel lungo elenco che dovrà caratterizzare la “nuova stagione riformatrice”, il premier ha anche parlato (anche se molto brevemente) della riforma della giustizia e la necessaria riduzione dei tempi dei processi.

L’intervento di Conte è stato interrotto per 20 volte dagli applausi della nuova maggioranza, ma anche, soprattutto in chiusura, dalle proteste dai banchi delle opposizioni: “Elezioni, elezioni”, hanno gridato i deputati di Lega e Fdi. In contemporanea, davanti a Montecitorio c’è stata una manifestazione, alla quale hanno partecipato anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Il ringraziamento a Mattarella e il riferimento alla tutela della libertà di stampa
Conte ha iniziato il discorso rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica. Ma non è stata l’unica citazione del capo dello Stato. Tanti i passaggi, nel suo discorso, che, in qualche modo, hanno rievocato le parole, pubbliche o private, dei giorni scorsi di Sergio Mattarella: “Prima di avviare le mie comunicazioni in quest’Aula”, è stato l’esordio, “concedetemi innanzitutto di rivolgere un saluto e un ringraziamento al presidente della Repubblica il quale anche in queste ultime fasi determinanti per la vita della Repubblica, esercitando con scrupolo le sue prerogative istituzionali ha guidato con equilibrio e saggezza ed è stato riferimento imprescindibile per tutti”. Il riferimento al Colle c’è stato, meno diretto, ma esplicito, anche nel passaggio in cui Conte ha deciso di ringraziare la stampa, proprio come Mattarella ha fatto al termine delle consultazioni con i partiti la settimana scorsa: “Questo governo”, ha detto il premier, “sarà anche particolarmente sensibile nella promozione del pluralismo dell’informazione. Ringrazio, in proposito, la stampa, per il suo insostituibile ruolo di termometro della democrazia: la garanzia di un’informazione libera, imparziale e indipendente è uno dei nodi nevralgici che definiscono l’affidabilità e la tenuta del nostro Paese e delle sue istituzioni”.

Saragat e Hannah Arendt, le citazioni di Conte
Due sole le citazioni fatte durante l’intervento. La prima, quella del quinto presidente della Repubblica italiana e presidente dell’Assemblea costituente Giuseppe Saragat: “Faccio mie le parole pronunciate da Saragat nella seduta inaugurale dell’Assemblea costituente”, ha detto Conte. “‘Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide”. La seconda citazione è stata quella di Hannah Arendt: “Non sarà facile, dobbiamo esserne consapevoli”, ha detto sempre il premier. “Saremo chiamati ad affrontare momenti anche molto duri, in cui forte risulterà la tentazione di indugiare sul proprio “particulare” o di abbandonarsi alle polemiche anche aspre e conflittuali. Le forze politiche che hanno dichiarato la propria disponibilità a sostenere questo governo hanno dato prova di coraggio. Hanno messo da parte i ‘pre-giudizi’, che come riconosceva Hanna Arendt, esistono e sono molteplici in politica, sono in parte anche ineliminabili e sono tipici di chi guarda al passato. Oggi hanno accettato di affidarsi ai giudizi e si impegnano a sollecitare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Conte: “Progetto politico di ampia portata, anche culturale”. Serve “lessico più consono” e basta con “dichiarazioni bellicose”
La prima preoccupazione del premier è stata quella di far capire che si apre una nuova stagione e che, il cambio di maggioranza, non è solo un’operazione di palazzo. E che, il cambio di passo, sarà chiaro a tutti soprattutto a partire dai toni. “E’ un progetto politico di ampia portata, anche culturale”, è stato l’esordio. “Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti. Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione. La lingua del governo sarà una lingua ‘mite’, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole. I cittadini ci guardano, ci ascoltano, attendono da noi una parola e un’azione all’altezza della funzione alla quale siamo chiamati. Si attendono da noi consapevolezza del ruolo e anche un supplemento di umanità. Non possiamo deludere le loro aspettative”. “Trasparenza”, “umanità”, “responsabilità”, sono tutte le parole chiave utilizzate dal presidente del Consiglio nel corso del suo discorso: segnali agli ex soci di governo e, soprattutto, alla nuova squadra che si è appena insediata. E, se non fosse stato abbastanza chiaro, Conte si è spinto fino a chiedere l’uso “responsabile dei social network“: un messaggio rivolto a quanto fatto in passato da Matteo Salvini, ma anche ai colleghi del Movimento 5 stelle: “Mi auguro”, ha detto, “che la sobrietà possa essere contagiosa e orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare dall’uso responsabile dei social-network, che non di rado diventano ricettacoli di espressioni ingiuriose e di aggressioni verbali”.

“Il primo immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre”. E annuncia una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni
La scelta di Conte, un po’ a sorpresa, è stata quella di annunciare un primo intervento sugli asili nido e sulle rette. Quindi un aiuto concreto alla famiglia, contro la scarsa natalità. Un tema molto caro al Movimento 5 stelle, ma pure al Partito democratico. “Scarsa formazione, carente dotazione di conoscenze e di competenze, difficoltà di conciliare vita familiare e vita lavorativa” saranno al centro dell’azione di governo. “Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno dunque le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre”. Conte è anche entrato nello specifico: “Questo governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ una delle varie misure che introdurremo anche al fine di sostenere la natalità e contrastare così il declino demografico”. Per quanto riguarda le pari opportunità, Conte ha anche annunciato una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una novità assoluta per l’Italia e non era presente neanche nel contratto Lega-M5s.f

“La riduzione del cuneo fiscale ‘a totale vantaggio dei lavoratori’ insieme al salario minimo”. E sul fisco: “Tutti devono pagare le tasse perché tutti paghino meno”
In materia economica, il premier ha toccato due temi cardine per i due partiti che formano la nuova maggioranza: il cuneo fiscale e il salario minimo. “Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro – il cosiddetto ‘cuneo fiscale’ – a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta – il cosiddetto ‘salario minimo’”. E ha aggiunto: “Bisogna garantire le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. Per quanto riguarda i lavoratori, Conte ha parlato anche della necessità di realizzare “un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”.

“Chiederemo nel primo calendario utile della Camera la calendarizzazione del ddl sulla riduzione dei parlamentari”
Conte non ha dimenticato di parlare del disegno di legge di riforma costituzionale che prevede la riduzione degli eletti. Proprio questo ddl è stato tra le condizioni necessarie poste dai 5 stelle per far partire l’intesa con il Partito democratico. “Per quanto riguarda il tema delle riforme costituzionali”, ha detto il premier, “è nostra intenzione chiedere l’inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso democratico alle formazioni minori e assicurando – nello stesso tempo – il pluralismo politico e territoriale”. Quest’ultimo riferimento alle garanzie costituzionali, è la concessione fatta dal M5s al Pd per far andare avanti, il più velocemente possibile, il ddl.

“Nessuno sconto sulla revisione delle concessioni autostradali”
Tra i punti su cui il premier ha deciso di esporsi chiaramente c’è appunto quello delle concessioni autostradali. Il tema, non solo ha diviso in passato 5 stelle e Pd, ma la stessa neoministra dem Paola De Micheli nelle scorse ore ha temporeggiato parlando di “revisione” e non revoca della concessione ad Autostrade. “Renderemo più efficiente e razionale il sistema delle concessioni operando una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema”, ha detto Conte in Aula. “Quanto al tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, porteremo a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria”. Proprio quel “nessuno sconto”, ha fatto intendere che Conte non intende rivedere la linea intrapresa subito dopo il crollo del ponte un anno fa.

“La riforma delle giustizia per ridurre i tempi e il metodo di elezione dei membri del Csm”
Uno degli argomenti che si preannuncia tra i più divisivi tra i due soci di governo è quello che prevede la riforma della giustizia, punto essenziale per i 5 stelle e su cui il Pd ha già iniziato a frenare. “Il nostro Paese necessita poi di una riforma della giustizia civile, penale e tributaria”, ha detto Conte solo toccando velocemente il tema nel corso del discorso, “anche attraverso una drastica riduzione dei tempi, e una riforma del metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura. Questo piano riformatore dovrà salvaguardare il fondamentale principio di indipendenza della magistratura dalla politica. Dobbiamo potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e rendere sempre più efficace, come già anticipato, il contrasto all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori“.

“Obiettivo primario del governo sarà la realizzazione di un green new deal. Stop a nuove trivelle”. E “l’approvazione rapida della legge per l’acqua pubblica”
L’ambiente è l’ambito su cui Pd e M5s intendono saldare la loro azione di governo, almeno stando agli annunci. Su questo tema Conte ha voluto insistere, usando parole che sono care a entrambi i partiti. Ma anche ribadendo il no alle nuove trivellazioni e invocando l’approvazione della legge per l’acqua pubblica. “Nella prospettiva di un’azione riformatrice coraggiosa e innovativa”, ha detto Conte, “obiettivo primario del governo sarà la realizzazione di un Green New Deal, che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici”. Sulle trivelle, Conte ha insistito particolarmente: “Siamo determinati a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. Lo voglio dire chiaramente, chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l’irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge. È anche per evitare questi rischi che ci adopereremo affinché la protezione dell’ambiente e delle biodiversità, e auspico anche dello sviluppo sostenibile, siano inseriti tra i princìpi fondamentali del nostro sistema costituzionale”. E in generale, Conte ha chiesto “di ripensare tutto il sistema produttivo”: “Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione, promuovendo prassi socialmente responsabili che valgano a rendere quanto più efficace la ‘transizione ecologica’ e indirizzino il sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto. D’altra parte dobbiamo essere consapevoli che siamo di fronte a cambiamenti epocali, che impongono, a tutti i livelli di governance, di ripensare modelli economici, sociali e di tutela ambientale”. In questo senso, la legge per l’acqua pubblica per Conte è qualcosa che non riguarda solo la tutela dell’ambiente. “La tutela dei beni comuni, infine, è un valore essenziale, che dobbiamo adoperarci per presidiare a tutti i livelli”, ha detto. “Intendiamo approvare in tempi celeri una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso”.

“Migliorare il patto di stabilità e di crescita Ue. Il governo si impegnerà per riformare l’Unione economica e monetaria e l’unione bancaria”
Sono stati tanti i riferimenti all’Unione europea durante il discorso di Conte, una precisazione molto cara al presidente della Repubblica e pure al Partito democratico. “Quanto alla politica estera”, ha detto il premier, “ritengo che l’Italia debba proseguire lungo i tre assi fondamentali che storia, geografia e tradizione politico-culturale ci impongono. Senza con questo perdere di vista le opportunità e le sfide offerte dai nuovi assetti internazionali. Tali assi, oltre alla nostra responsabilità di Stato membro della Unione europea, sono, come è noto, le relazioni transatlantiche, con il corollario della nostra appartenenza alla Nato e l’imprescindibile legame con gli Stati Uniti e la stabilizzazione e lo sviluppo del Mediterraneo allargato”. E, per quanto riguarda l’Ue, ha sottolineato più volte l’atteggiamento critico e i tentativi di riforma che porterà a Bruxelles. “Occorre migliorare il Patto di stabilità e di crescita”, ha detto, “e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Un’impostazione di bilancio pro-ciclica, infatti, rischia di vanificare gli importanti sforzi compiuti sul piano interno per rilanciare la crescita potenziale del Paese, deprimendo la crescita effettiva”. E ancora, ha garantito: “Il governo si impegnerà nelle sedi europee per realizzare un piano di investimenti sostenibili, per riformare l’Unione economica e monetaria e l’unione bancaria, a partire dall’istituzione di un bilancio dell’area euro, di uno schema di assicurazione europeo contro la disoccupazione e di una garanzia europea dei depositi”.

“Sui migranti non possiamo più prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri”. E ha annunciato la revisione dei decreti Sicurezza
Il tema dei migranti, che così tanto ha caratterizzato il governo gialloverde, questa volta è stato tenuto per la chiusura. Conte ha confermato la linea tenuta fino a questo momento, anche se ha garantito una revisione dei decreti Sicurezza nel solco di quanto richiesto dal capo dello Stato. “In materia di immigrazione non possiamo più prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati Membri dell’Unione europea“, ha detto. “Questa solidarietà finora è stata annunciata, ma non ancora realizzata. Ho rappresentato con convinzione questa nostra visione ai principali leader europei e continuerò a farlo nel governo che sta nascendo, nei rapporti con i Paesi partner e i nuovi vertici europei, da subito con iniziative concrete che devono farci uscire, tra l’altro, da gestioni emergenziali. Su questo le nostre strutture sono già al lavoro. Ma anche con azioni lucide e coerenti con il nostro approccio, come ad esempio l’istituzione di corridoi umanitari europei”. Conte, nel merito dei decreti approvati dal precedente governo e che saranno rivisti, ha parlato di un intervento che si limiterà a rivedere la “formulazione originaria”: “Rivedremo la disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni critiche formulate dal presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo”.

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