Emergono le prime indiscrezioni riguardo ai contenuti del futuro e, secondo quanto riferiscono entrambe le parti, imminente accordo di pace in Afghanistan tra governo americano e Taliban. Tra i punti salienti, dopo l’annuncio a sorpresa del presidente Donald Trump riguardo alla permanenza di 8.600 soldati a stelle e strisce nel Paese, c’è proprio il ritiro di 5.400 militari statunitensi sui circa 14mila attualmente dispiegati. Un ritorno a casa che, come spiega l’inviato speciale di Washington per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, parlando a una tv afghana, dovrà attuarsi entro 135 giorni dalla firma dell’accordo di Doha con i miliziani col turbante. Un accordo, questo, che al momento rimane “in via di principio”, visto che deve ancora essere formalizzato e “non sarà definitivo finché non sarà approvato dal presidente Trump”.

Si tratterebbe della prima fase di ritiro, visto che proprio l’abbandono del campo di battaglia da parte dei soldati americani era la condizione imprescindibile imposta dai Taliban per sedersi al tavolo dei negoziati. Khalilzad, scrive però il New York Times, non ha condiviso altri dettagli del piano, ma dirigenti occidentali ipotizzano un termine massimo di 16 mesi per il ritiro completo delle truppe americane, sempre che i Taliban rispettino le condizioni stabilite. Il quotidiano americano ha poi aggiunto che, come parte dell’accordo, gli Usa si riserveranno il diritto di assistere le forze afghane se dovessero essere attaccate dagli insorti.

E proprio gli attacchi terroristici dei Taliban non accennano a diminuire. Lunedì, in contemporanea con l’annuncio dell’inviato americano, a Kabul un’autobomba è esplosa nei pressi di un complesso residenziale che ospita contractor stranieri e organizzazioni non governative. Il bilancio delle vittime, al momento, è di 16 persone morte, tutte afghane, e almeno 120 feriti, secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno. Il portavoce del ministero, Nasrat Rahimi, ha riferito che cinque terroristi che avevano ingaggiato uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza dopo l’esplosione sono stati uccisi. Circa 400 stranieri che si trovavano nel Green Village sono stati evacuati e trasferiti in un posto sicuro.

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