L’Istat conferma che nel secondo trimestre il pil italiano è rimasto immobile. Prosegue dunque la “fase di sostanziale ristagno dell’attività economica iniziata nel secondo trimestre 2018″, commenta l’istituto di statistica. Che rivede al ribasso la variazione rispetto al periodo aprile-giugno 2018: nella prima lettura era risultata nulla, ora passa a -0,1%. Hanno pesato in negativo l’industria e l’agricoltura, con diminuzioni rispettivamente dello 0,4 e dell’1,2%, mentre il valore aggiunto dei servizi è cresciuto dello 0,1%. La variazione acquisita del pil italiano per il 2019, cioè la crescita che si registrerebbe in caso di variazione nulla negli ultimi due trimestri dell’anno, è pari a zero.

I consumi sono rimasti fermi mentre gli investimenti fissi lordi, in accelerazione, hanno fatto da traino registrando una crescita dell’1,9%: un aumento determinato in particolare dalla spesa per impianti, macchinari e armamenti, cresciuti del 5,3%. La componente di mezzi di trasporto è cresciuta del 5,8% e quella in prodotti di proprietà intellettuale dello 0,6%. Le componenti degli investimenti in abitazioni e dei fabbricati non residenziali e altre opere sono invece diminuite dello 0,3% e dello 0,5%. Le esportazioni sono cresciute dell’1% e le importazioni dell’1,1%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla variazione del pil per +0,3 punti percentuali, con apporti nulli sia dei consumi delle famiglie sia della spesa delle amministrazioni pubbliche e di +0,3 punti degli investimenti fissi lordi. L’apporto della domanda estera netta è risultato anch’esso nullo. Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per 0,3 punti percentuali.

Nel secondo trimestre il pil è aumentato dello 0,2% in Francia, mentre è diminuito dello 0,1% in Germania. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dello 0,4% in Germania e dell’1,3% in Francia. Nel complesso, il pil dei paesi dell’area euro è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% nel confronto con il secondo trimestre del 2018.

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