Nel secondo trimestre del 2019 l’Italia è a crescita zero. Lo rivela l’Istat nella stima sulla variazione del Pil nel periodo aprile-giugno dell’anno in corso. Il Prodotto interno lordo non cresce sia rispetto al trimestre scorso, sia rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Per l’Istituto di statistica continua così la “fase di sostanziale stagnazione“, visto che per il quinto trimestre consecutivo la variazione congiunturale si attesta intorno allo zero.

Il Pil nei primi tre mesi del 2019 era cresciuto di uno 0,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2018, mentre era calato sempre di uno 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In questo caso la crescita resta ferma sia su base congiunturale che su base annua. La variazione congiunturale nulla, spiega l’Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria e di un aumento in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta.

“Nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell’economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno“, commenta l’Istituto di statistica. “Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l’altrettanto marginale recupero del primo trimestre, il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla. La stima preliminare qui presentata ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica cali dell’attività per l’agricoltura e per l’industria e un contenuto incremento per l’insieme del terziario”, specifica l’Istat nella nota.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Facebook avverte: “Nessuna garanzia su Libra. Incertezze e inesperienza possono impedirne il lancio”

prev
Articolo Successivo

Industria, Istat: produzione a giugno in calo dello 0,2% su mese. Trascinata in basso dal mercato dell’auto: -17,7% rispetto a un anno fa

next