Per Giovanni Tria su legge di Bilancio e rischio di aumento dell’Iva si può “stare tranquilli”. La manovra, afferma il ministro dell’Economia uscente, “si può fare indipendentemente dalle scelte che verranno fatte: per ogni legge di Bilancio si prendono risorse, si mettono da una parte a o dall’altra, è un problema di scelta politica”. “Nessun dramma – sottolinea Tria – i conti italiani sono attualmente in ordine“. Che poi sottolinea l’importanza per il prossimo governo di essere presente a Bruxelles: “Sui conti potrà muoversi con molta calma anche perché si riapre il dibattito in Europa“.

Il ministro parla a margine del meeting di Comunione e liberazione in corso a Rimini. Rivendica “una stabilità finanziaria raggiunta nuovamente: abbiamo conseguito, e si vede chiaramente dai tassi che paghiamo sul debito, fiducia da parte dei mercati finanziari”. Il riferimento è al tasso sul Btp che giovedì è sceso sotto l’1,3%, il minimo dall’inizio di ottobre 2016, portando il differenziale rispetto agli omologhi tedeschi a chiudere sotto i 200 punti. Tria sminuisce anche i timori di un esercizio provvisorio che scatterebbe nel caso in cui l’Italia non riuscisse a presentare una manovra entro il 31 dicembre. “Dipenderà dalle scelte delle forze politiche e del presidente della Repubblica -commenta il titolare del Mef – l’esercizio provvisorio è un’altra di tante questioni, è solo un ritardo della legge di Bilancio”.

Poi Tria ribadisce che “pur nella stagnazione, l’economia italiana sta dimostrando una forte resilienza“, evidenziando che “non è l’Italia che rischia una recessione, è l’Europa che rischia una recessione: c’è un problema di possibile crisi economica a livello globale“. “Per fortuna – prosegue il ministro – siamo in una situazione in cui i conti sono in ordine, abbiamo tassi molto bassi”. “Adesso vediamo, qualunque governo ci sarà potrà muoversi con molta calma anche perché si riapre il dibattito in Europa sulle politiche ed è bene che l’Italia sia presente in questo dibattito”, conclude Tria, mettendo l’accento sull’importante per il nostro Paese di presentarsi il prima possibile compatto a Bruxelles, per negoziare una revisione dei vincoli sul deficit.

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