Il governo federale degli Stati Uniti ha rimosso il massimo responsabile dei penitenziari americani, Hugh Hurwitz. Si tratta del primo licenziamento legato al suicidio in carcere del finanziere Jeffrey Epstein, suicidatosi il 10 agosto scorso nella cella del carcere di Manhattan, a New York. Il detenuto era in attesa del processo a suo carico che sarebbe dovuto iniziare nel giugno del 2020. L’uomo d’affari era stato travolto da uno scandalo sessuale e arrestato lo scorso luglio con l’accusa di di abusi, sfruttamento della prostituzione femminile e traffico di minori, ma il suo suicidio ha sollevato un caso che sta avendo anche risvolti internazionali. Hurwitz, che ricopriva l’incarico dal maggio 2018, ha ricevuto il benservito dal ministro della giustizia Usa, William Barr. Il 13 agosto erano stati sospesi il direttore del penitenziario e due agenti.

Intanto, proseguono le indagini dell’Fbi e del Dipartimento di giustizia americano. Nelle ultime ore erano state diffuse le carte della corte in cui si descrivono le attività illegali in cui Epstein era stato coinvolto, con ulteriori dettagli scabrosi e imbarazzanti sulle abitudini sessuali del finanziere. Epstein, 66 anni, si era sempre difeso negando le accuse, dichiarandosi innocente, ma su di lui incombeva il rischio di una condanna fino a 45 anni di carcere. E in queste ore stanno emergendo nuove storie su Ghislaine Maxwell, l’ex fidanzata e compagna di affari di Epstein: secondo un’esclusiva del New York Post, avrebbe donato una cifra ingente all’ospedale newyorchese dove sarebbero state medicate alcune ragazze vittime degli abusi sessuali. Dall’Fbi alle vittime è considerata la figura chiave, la vera “cassaforte” dei segreti del miliardario suicida, dopo essere stato travolto dalle accuse di sesso con minori. Al momento a suo carico non pende nessun mandato o accusa formale.

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