Una nuova conquista per le donne dell’Arabia Saudita: il governo ha deciso che potranno ottenere un passaporto e viaggiare all’estero senza l’autorizzazione di un tutore o un accompagnatore di sesso maschile. A riportare la notizia è il quotidiano Umm al-Qura che cita la delibera di Riad: “Un passaporto sarà rilasciato a qualsiasi cittadino saudita lo richieda”. Secondo quanto riportato dal giornale filogovernativo Okaz e da altri media che citano la decisione delle autorità saudite, la concessione sarà riservata alle donne di età pari o superiore ai 21 anni. Un traguardo – per nulla scontato – che segna un altro passo verso l’emancipazione dopo il via libera alla patente nel giugno 2018 e all’ingresso negli stadi.

A scuotere l’opinione pubblica e a spingere la politica ad approvare questi provvedimenti è stata la crescita di un movimento di protesta contro il sistema della tutela maschile con petizioni che chiedono al governo di porre fine alla prassi secondo cui ogni donna deve avere un tutore, che in genere è il padre o il marito o un fratello. Per sposarsi, ad esempio, le saudite hanno bisogno del permesso del “guardiano”, che serve spesso anche per poter lavorare o iscriversi all’università anche se non c’è nessuna legge che lo prevede.

La conquista del diritto alla guida, che era stata annunciata già nell’ottobre 2017, ha portato anche la possibilità delle donne di inserirsi nel mercato del lavoro, attraverso il business di Uber, che aveva iniziato a pubblicare annunci in cui diceva di cercare autiste, dichiarando di volerne assumere 10mila entro il giugno 2018, quando il via libera alla patente sarebbe diventato effettivo. A meno di un mese dalla revoca del divieto di mettersi al volante era arrivata per le donne anche la concessione di accedere agli stadi. Dal 2018 le saudite hanno così iniziato ad entrare in tre impianti del regno, al King Fahd Stadium della capitale Riad, alla King Abdullah Sport City di Gedda e al Prince Mohammed Bin Fahd Stadium di Dammam.

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