Negli uffici dell’Avvocatura dello Stato si aspettavano una nomina in tempi rapidi, invece la scelta del avvocato generale dello Stato è in stand-by dal 12 giugno, quando Massimo Massella Ducci Teri ha terminato il suo mandato. La poltrona più pesante nell’ex convento di Sant’Agostino resta vacante, ma soprattutto sta creando non pochi malumori nei corridoi dei nove papabili alla successione.

La decisione spetta al Consiglio dei ministri su indicazione del premier Giuseppe Conte e deve poi essere ratificata dal Quirinale. E potrebbe essere affrontata nella prossima riunione. Così nella sede dell’Avvocatura in via dei Portoghesi, spiegano diverse fonti a Ilfattoquotidiano.it, c’è agitazione. In corsa, di diritto, ci sono tutti gli 8 vice avvocati generali e l’attuale vicario Carlo Sica: la scelta è squisitamente politica, anche se – pur non essendoci una vera e propria norma – è quasi prassi che il prescelto sia chi ha maggiore anzianità anagrafica e di servizio.

In pole position quindi, ci sarebbe Sica, uomo che si è occupato della difesa dei marò Salvatore Girone e Massimiliano La Torre e ha lavorato a lungo a stretto contatto con Roberto Garofoli, l’ex capo di Gabinetto del Mef inviso ai Cinque Stelle, sia a Palazzo Chigi ai tempi di Enrico Letta che al Tesoro. Subito dopo di lui, in lizza ci sono Gianfranco Pignatone e Giuseppe Albenzio, seguiti da Leonello Mariani, Marco Corsini e Vincenzo Nunziata. A seguire Massimo Salvatorelli, Gianni De Bellis e Gabriella Palmieri Sandulli. A scompaginare i piani la voce che vorrebbe Palmieri Sandulli, quella con minor anzianità, come favorita per la successione di Massella Ducci Teri.

Secondo La Verità, l’unica donna attuale vice avvocato generale, quantomeno non sgradita al Colle, ha buoni rapporti con Conte, da un lato per ragioni professionali e dall’altra per l’amicizia che la lega all’ex moglie del presidente del Consiglio, Valentina Fico, anche lei avvocato dello Stato. Se davvero la scelta di Conte dovesse cadere sulla più giovane dei papabili, spiegano a Ilfatto.it, si tratterebbe di “un’anomalia”. È accaduto diverse volte che non fosse il più anziano ad essere designato come avvocato generale, ma scorrendo la lista dei vice mai, almeno in tempi recenti, si era giunti all’ultimo della graduatoria.

E c’è un altro aspetto che agita gli eventuali esclusi: la nomina di Palmieri Sandulli precluderebbe agli otto la possibilità di aspirare alla poltrona di avvocato generale in futuro perché andrebbero tutti in pensione prima della collega, che coordinerebbe il lavoro per 9 anni. L’ultimo a ricoprire la carica per quasi un decennio è stato Giuseppe Manzari, in carica dal settembre 1979 al novembre 1988. Dopo più di 30 anni e altri nove avvocati generali, Palmieri Sandulli potrebbe essere la prossima. Salvo che non venga poi nominata a nuovi incarichi più prestigiosi e scelga di lasciare l’Avvocatura, per il vicario e gli altri 7 vice avvocati generali si tratterebbe di una sorta di chiusura di carriera in anticipo. Che rischia di avvelenare il clima negli uffici di via dei Portoghesi.

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