“Il servizio è temporaneamente sospeso”. Se qualche viaggiatore affezionato ancora non ne era al corrente, sicuramente lo avrà scoperto lunedì, nel giorno nero delle ferrovie italiane: una delle migliori applicazioni per smartphone, che ogni giorno aiuta centinaia di migliaia di pendolari con informazioni dettagliate sui loro mezzi, è inutilizzabile da diversi giorni. Si tratta di Trenìt!, aggregatore di dati del traffico su rotaia, che rielabora in una veste grafica più immediata prezzi, orari e anche relativi ritardi forniti dagli stessi operatori ferroviari. Ma è proprio uno di questi, Ferrovie dello Stato, la causa dello stop dell’applicazione da tre milioni di download.

“Trenitalia non vuole che pubblichiamo i dati pubblici relativi ai suoi treni e quindi ci ha fatto causa, ritenendo che l’uso che facciamo dei suoi dati sia illegittimo in quanto non autorizzato”, spiegano dalla startup in un comunicato pubblicato online. “Siamo convinti fin dall’inizio che il nostro operato sia pienamente lecito e non crei alcun danno agli operatori ferroviari. Al contrario, pensiamo che il nostro uso dei dati pubblici relativi al trasporto ferroviario porti un vantaggio agli operatori, visto che promuove i loro servizi”. La contestazione di Trenitalia si baserebbe sullo scopo di lucro dell’applicazione, ovvero il guadagno che ottiene con i banner pubblicitari che vengono visualizzati da chi utilizza il portale: “Ma tutte le app sono a scopo di lucro, perché pubblicano banner. Trenìt! non è differente da alcuna altra app che pubblica banner”, ribattono i responsabili dell’applicazione.

La chiusura è avvenuta venerdì, con i gestori del portale che ora dicono di voler aspettare l’esito del contenzioso prima di riattivare il servizio: “Faremo valere con forza le nostre ragioni e speriamo di tornare online al più presto perché siamo convinti che Trenìt! non violi i diritti di nessuno”, continua il comunicato. La società aspetta di sapere che fine farà il ricorso che ha presentato contro il provvedimento cautelare deciso dal Tribunale civile a cui si è rivolto Trenitalia, una decisione che ha obbligato alla chiusura dell’applicazione, dato che in caso contrario sarebbe stato necessario pagare una penale per ogni giorno di attività ulteriore dell’applicazione. Nella speranza di riaprire, Trenìt! ha invitato tutti gli utenti “a non disinstallare l’app, in modo da ricevere eventuali aggiornamenti via notifica, e a continuare a seguire la pagina Facebook ufficiale, dove pubblicheremo post di aggiornamento”. Proprio sul social network, la notizia della chiusura ha ricevuto migliaia di commenti di supporto da parte degli utenti.

Dietro a Trenìt c’è l’imprenditore Daniele Baroncelli, fiorentino di nascita ma londinese d’azione. Nella capitale britannica ha studiato e poi lavorato in diverse società, prima di lanciare questo progetto. A sostenerlo è il TechHub London, il più importante incubatore di startup di Londra, co-fondato da Google, e che da 2 anni ha una sua sede proprio a pochi passi dallo stesso Campus dell’azienda statunitense. Lanciata nel maggio 2014, Trenìt è stata scaricata da 3 milioni di utenti e con il suo 4.8 vanta il rating più alto tra le app ferroviarie in Europa. Come si legge nel comunicato, Trenit è stata lanciata in Italia “perché è il primo paese in Europa ad aver liberalizzato le tratte dell’alta velocità ferroviaria, con i due operatori Trenitalia (ex monopolista) e Italo (la new entry). Ci stiamo preparando a sbarcare anche in Francia, Spagna e Germania, dove entro la fine del prossimo anno verrà applicata la liberalizzazione, ed è in programma un grande potenziamento delle tratte ad alta velocità”.

Trenìt fornisce agli utenti tutti i dati pubblici che riguardano i treni: orari, prezzi, ritardi. Nel caso specifico di Trenitalia, il portale utilizza direttamente Trenitalia.Com e per i ritardi Viaggiatreno.it, due siti pubblici dove sono presenti queste informazioni. Poi le aggrega e offre funzionalità per facilitare la vita di chi si sposta in treno, come “segui viaggio“, che permette all’utente di seguire il mezzo scelto direttamente dalla pagina principale dell’app. A Baroncelli fa riferimento anche un’altra applicazione molto simile, AltaVelocità.it, dedicata al confronto delle tariffe dei treni ad alta velocità, Frecciarossa, Frecciabianca, Frecciargento e Italo. Qui, al posto delle informazioni relative ai mezzi della società di Ferrovie dello Stato, compaiono delle “x”: “Pubblichiamo solamente le informazioni sui treni Italo, perché Trenitalia non vuole che vengano pubblicate informazioni sui suoi treni. La nostra startup è attualmente in causa contro Trenitalia riguardo all’utilizzo dei dati pubblici sui treni”, si legge poco sopra.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

FaceApp, la privacy degli utenti è a rischio? Cinque consigli per proteggere i dati

prev
Articolo Successivo

Giubbotto di salvataggio hi-tech per cani da soccorso: trasmette i comandi a distanza con le vibrazioni

next