Le esportazioni italiane a maggio crescono dell’1,3% rispetto a un mese fa e dell’8% su base annua. Secondo i dati Istat, il contributo più ampio viene dalle vendite dei prodotti dell’industria farmaceutica (+49,8%), mentre le esportazioni di auto calano (-7,4%). Coldiretti sottolinea anche il “record storico” del +9,4% su base annua delle esportazione del settore alimentare. Anche le importazioni sono in aumento, ma con minore intensità con un incremento dello 0,7% sul mese e del 3,4% sull’anno.

L’aumento dell’export è il più alto dallo scorso ottobre. Il miglioramento rispetto ad aprile è da ascrivere prevalentemente all’incremento delle vendite verso l’area Ue (+1,7%) mentre quello verso i mercati extra Ue risulta più contenuto (+0,8%). La crescita dell’export su base annua è determinata invece dall’aumento delle vendite registrato sia per l’area Ue (+8,1%) sia per quella extra Ue (+7,8%). Su base annua, i paesi che contribuiscono di più all’incremento delle esportazioni sono Stati Uniti (+16%), Germania (+8,4%), Svizzera (+21,4%) e Francia (+8,4%) mentre si riducono le vendite verso paesi Opec (-14,3%), Asean (-7,3%) e Turchia (-6,2%). Tra i settori che contribuiscono positivamente alla variazione tendenziale dell’export a maggio 2019 ci sono anche articoli di abbigliamento, anche in pelle e pelliccia (+19,8%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,6%).

Nei primi cinque mesi del 2019, l’aumento su base annua dell’export (+4%) è determinato principalmente dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+26,5%), prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori (+8,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+8,3%). In particolare, un’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat rileva un aumento delle esportazioni dell’alimentare di 15 miliardi di euro nel periodo gennaio-maggio 2019 rispetto all’anno precedente.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Redditi, Inps: “Il 54% dei super ricchi italiani vive a Milano. E solo il 7,5% dei Paperoni è donna”

prev
Articolo Successivo

Amazon, l’Antitrust Ue avvia un’indagine su uso dei dati dei venditori indipendenti

next