Al termine del vertice sull’immigrazione il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta spiega di aver letto della proposta di Salvini di mettere le navi della Marina a protezione dei porti solo sui giornali: “Stasera non me l’ha chiesto“. Il ministro dell’Interno indirettamente conferm, e aggiunge: “Abbiamo messo sul tavolo altre iniziative come i controlli della Marina militare preventivi sulle navi di presunto soccorso per verificare se abbiano tutti i requisiti. A me basta che le navi delle forze armate difendano i confini via terra, via mare, via aereo: esercito, Marina militare, Guardia di finanza. Se ciascuno fa il suo in Italia entra chi ha il permesso di entrare”.

“Non facciamo guerra nè alle ong, nè a nessuno – sottolinea – vogliamo semplicemente garantire accoglienza a chi scappa dalla guerra e arriva in aereo con i corridoi umanitari e stroncare il traffico di esseri umani che è legato al traffico di droga. Se tutti hanno la coscienza pulita immagino che tutti si sottopongano ai controlli”. Alla domanda se gli ‘sbarchi fantasma’ rappresentano il fallimento della sua politica dei ‘porti chiusi’, il ministro dell’Interno ribatte: “Siccome la metà di queste partenze si verifica dalla Tunisia e Algeria, il presidente Conte si e’ fatto carico di sollecitare gli amici tunisini, dove non c’e’ guerra, a verificare e arginare queste partenze. Se la Tunisia fa il suo il problema dei barchini e degli sbarchi fantasma è risolto” e alla proposta di riforma lanciata dalla candidata alla presidenza della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen.”Rivedere Dublino? Meglio tardi che mai. Lo chiediamo da un anno, se ne sono accorti anche a Bruxelles, meglio tardi che mai”

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