Dopo aver conquistato il piccolo schermo, Franca Leosini conquista anche i linguisti e approda sulla prestigiosa enciclopedia Treccani con il neologismo “leosiner”, l’appellativo con cui si indicano i suoi fan. Chi frequenta Twitter conosce infatti bene i “leosiners”, coloro che commentano pedissequamente le puntate di “Storie Maledette“, il programma di Rai 3 da lei condotto, elogiandone stile (come gli immancabili tailleur e la messa in piega perfetta) e carisma. Neanche a dirlo, l’annuncio ufficiale è arrivato via social: “I grandi amori si annunziano in un modo solo – si legge infatti sul Twitter della Treccani – con la coniazione spontanea di un neologismo, che a un certo punto si diffonde tanto da colpire l’attenzione dei linguisti”.

Non si è fatto attendere il commento entusiasta della Leosini che, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un post in cui ha voluto ringraziare tutti i suoi fan: “Amici miei amatissimi, essere presente nella pagine della Treccani, una delle enciclopedie di massimo prestigio al mondo, è per me motivo di estrema gratificazione – scrive la conduttrice -. Ma è tutti voi leosiners che devo ringraziare, ed è soprattutto a voi che va questo riconoscimento per il fondamentale sensibile appassionato sostegno con cui accompagnate il mio impegno professionale e umano. A voi tutti ancora il mio grazie. Vi stringo al cuore”, conclude la conduttrice reduce dal successo del suo speciale di Storie Maledette dedicato al caso Vannini.

La definizione di “leosiner” sulla Treccani – “leosiner s. m. e f. (al pl. anche nella forma pseudoinglese in -s). (scherz.) Chi sostiene con entusiasmo la giornalista Franca Leosini. Da 22 anni conduce su RaiTre la trasmissione da lei ideata, “Storie maledette”, raccontando le vicende di cronaca più nere d’Italia; prima, c’è stato “Ombre sul giallo”, che nonostante il nome più rassicurante cercava di fare chiarezza su fatti di sangue; da sempre, Franca Leosini, premiatissima giornalista napoletana, classe 1949, un passato dedicato alle inchieste su “L’Espresso” e come direttrice del mensile femminile “Cosmopolitan”, è un’icona: da quando è stata invitata a Muccassassina nel 2013, una delle serate gay, lesbica e trans più conosciute d’Italia, è anche un’icona del mondo omosessuale. Le sue agguerrite battaglie dialettiche con gli intervistati diventano dei meme che infrangono a suon di click i social network, la sua mimica facciale viene trasformata in gif, di lei si fanno parodie (sempre con infinito rispetto) e i suoi fan sono legioni che hanno uno specifico nome: i Leosiners. (Repubblica.it, 4 febbraio 2016, Spettacoli)”.

“È difficile creare un identikit del leosiner medio, quello che si sa è che la signora Franca la vedono in tantissimi: dai suoi coetanei ai giovanissimi. Ma cosa piace di più? Oltre al suo linguaggio, a leggere i tweet che la riguardano ciò che colpisce è la sua eleganza. Il suo stile (indimenticabili i suoi tailleur e la sua messa in piega) che non passa e rimane sempre ferma nel tempo ma anche la certezza che Franca sarà sempre dalla parte dei diritti e delle donne. (Agnese Rapicetta, Democratica.com, 12 marzo 2018, Focus) • [tit.] L’esercito dei “leosiners” ha invaso la tv. (Corriere della Sera, 24 marzo 2018, Io Donna). Dal nome proprio (Franca) Leosini, con l’aggiunta della terminazione inglese -er (pl. -ers), sul modello dei nomi d’agente (per es. winners, ‘vincitori’, da to win ‘vincere’), adoperata anche per designare i fan di personaggi famosi del mondo della spettacolo, della musica, dell’intrattenimento, ecc. (per es. Green Dayers ‘fan del gruppo musicale dei Green Day’)”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Nina Moric, malore durante la vacanza a Zanzibar: “Ho bevuto l’acqua del rubinetto”

next
Articolo Successivo

Jimmy Ghione, l’inviato di Striscia la Notizia racconta il dramma della separazione: “Così mi ha lasciato mia moglie”

next