Il consigliere M5s Enrico Stefàno ha annunciato le dimissioni da vicepresidente vicario dell’Assemblea Capitolina. “A mentre fredda spiegherò i motivi”, si è limitato a scrivere in un lungo post di ringraziamenti su Facebook. Ma pur “ribadendo l’appoggio incondizionato alla maggioranza e alla sindaca Virginia Raggi“, la scelta è stata condizionata dallo stallo dovuto alle mancate dimissioni del presidente Marcello De Vito. Attualmente in carcere per corruzione, De Vito si è rifiutato di fare un passo indietro: sulla base della legge Severino, l’Aula ha votato la surroga temporanea, ma gli uffici legali hanno paventato il rischio di una richiesta danni da parte di De Vito in caso cadessero le misure cautelari. Da qui lo stallo nella maggioranza e i malumori per Stefàno, costretto a svolgere il ruolo di presidente pur restando vice vicario e quindi senza pieni poteri. La ricostruzione è stata confermata da alcuni consiglieri M5s all’agenzia Ansa.

Le dimissioni non sono ancora state protocollate, ma, se confermate, porteranno Francesco Figliomeni (Fdi) a capo dell’Aula. “A mente fredda spiegherò i motivi – scrive Stefàno sulla sua pagina pubblica -. Nel frattempo mi corre l’obbligo di fare dei ringraziamenti. In primis al mio staff, tutti dipendenti comunali, che da 3 anni con pazienza, dedizione, amore, seguono le mie (dis)avventure. Agli uffici del Segretariato, che in questi tre mesi sono stati una piacevolissima scoperta per competenza e disponibilità. Ai gruppi di opposizione, che, anche se inevitabilmente con idee diverse, si sono dimostrati sempre leali e corretti, nell’interesse della città”. Quindi conclude: “Ovviamente resta il mio pieno e incondizionato appoggio alla maggioranza e a Virginia, che in questi tre anni sta facendo un lavoro straordinario e merita il supporto di tutti, amministratori e soprattutto cittadini. Continuerò a lavorare per Roma, che amo, dando il massimo per vedere realizzata la nostra idea di città”. Il messaggio di Stefàno viene accompagnato anche dalla foto della lettera datata 4 luglio con la quale annuncia le dimissioni.

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