Per costruire la galleria di Malo, sotto le colline tra la valle vicentina dell’Agno e la zona di Thiene e Breganze, sono stati utilizzati materiali non marchiati “CE” e miscele di calcestruzzo diverse da quelle previste dagli elaborati progettuali. Con quest’accusa il cantiere di 6 km all’interno del progetto della Pedemontana Veneta – che dovrebbe diventare la prima superstrada italiana – è stato messo sotto sequestro. L’ipotesi di reato della Procura di Vicenza è frode nell’esecuzione della galleria, a danno della Regione Veneto.

Non è la prima volta che il cantiere viene bloccato: sulla stessa galleria gravano infatti altri due sequestri, entrambi non risolti. Il primo sul lato di Malo per un incidente mortale sul lavoro: nel 2016 morì un operaio di 54 anni, schiacciato dal crollo di un masso a seguito dell’esplosione di una mina. E il secondo sul lato di Castelgomberto, a seguito di un cedimento del terreno avvenuto nel 2017.

A dare la notizia del nuovo sequestro è la Struttura di progetto Pedemontana Veneta, che in una nota dichiara che il provvedimento non produrrà “effetti particolarmente rilevanti rispetto ai tempi di realizzazione dell’intera opera”. “L’intera opera, esclusa la galleria – precisa la Struttura di progetto – procede a ritmi serrati, così come programmato, con previsioni di conclusione entro il 2020 mentre la galleria, già in ritardo rispetto ai cronoprogrammi approvati per le suddette motivazioni, andrà dettagliatamente riprogrammata nei tempi a seguito dei risvolti e dei tempi che assumerà l’indagine della Procura”.

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