“Ringrazio il governo per aver assicurato” lo stop alla procedura Ue sui conti. Si tratta di “una correzione molto forte che ha portato ad un aggiustamento strutturale dello 0,3-0,4% il più grosso fatto negli ultimi anni”. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in audizione al Senato davanti alle commissioni Bilancio e Finanze e Tesoro, ha risposto alle domande sulla decisione della commissione Ue che, nelle scorse ore, ha deciso di non aprire la procedura d’infrazione contro l’Italia grazie a misure taglia-deficit per 7,6 miliardi varate dal governo. L’intervento sui conti 2019 ha messo in sicurezza il Paese permettendo che eventuali riduzioni fiscali abbiano “effetto”. Il consolidamento dovrà proseguire anche nel prossimo anno ma non ci saranno manovre “lacrime e sangue”.

La correzione, ha detto il ministro, “ha messo in sicurezza i conti, rendendo non più giustificata la procedura”, è stata “un’operazione importante perché credo ci ha messo in sicurezza nei mercati finanziari e lo vediamo nella riduzione dello spread e dei rendimenti dei titoli e di questo si avvantaggeranno le imprese” in termini di “clima disteso sui mercati” che non ha avuto “un immediato riflesso sui mutui ma determinava un clima di incertezza sul futuro”. Ma non chiamiamola “manovra correttiva per lo meno nel senso tradizionale del termine”, ha continuato. Si tratta bensì “di una correzione di bilancio”, ha precisato, rivendicando che “l’aggiustamento è stato fatto senza nessun taglio di spesa”, ma attraverso “una conduzione attenta e prudente della finanza pubblica”.

E, ancora: “Non basta ridurre le tasse perché se c’è incertezza nessuno investe“, ha detto. “Dare sicurezza e prospettiva alla finanza pubblica significa far sì che anche interventi di riduzione fiscale abbiano effetto, altrimenti non hanno effetto”. Quindi, ha detto, mettere in sicurezza i conti evitando la procedura “è stata un’operazione importante“.

Nella lettera a Bruxelles il governo ha garantito di “continuare il programma di aggiustamento strutturale, non è stata fatta cifra” ma “un minimo di aggiustamento strutturale dovrà essere fatto”. Ha continuato Tria ricordando che per indicare quanto servirà di nuovo aggiustamento bisognerà “rivedere l’andamento dell’economia della seconda metà dell’anno, i controlli finali su qual è livello di consolidamento strutturale di quest’anno e quindi quale sarà obiettivo del prossimo anno” considerando che ci sarà anche “un po’ di flessibilità“. Il ministro dell’Economia ha quindi smentito che ci sia stato “un collegamento tra il dialogo con la commissione sul nostro bilancio e la procedura di infrazione con altre discussioni che riguardino nomine” o altro: “Sono state tutte portate su piani completamente diversi, non c’è stato alcun collegamento e nessuna commistione”.

 

 

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