In Ucraina il deputato Taras Kozak del partito filorusso Opposition Bloc ha comprato un’altra emittente televisiva, la terza nell’ultimo anno. In questo caso però cinque giornalisti della tv Zik hanno dato le dimissioni perché temono l’influenza di Mosca sui futuri notiziari. Kozak è un alleato di Viktor Medvedchuk, controverso personaggio ritenuto intimo di Putin che è anche il padrino di battesimo di una delle sue figlie. E sta costruendo un piccolo impero mediatico: lo scorso ottobre ha acquistato NewsOne TV e a dicembre è diventato proprietario di 112 Ukraine Tv.

Nel 2013, poco prima che scoppiasse la rivolta di Maidan contro la decisione dei deputati ucraini di rinviare la discussione in aula sulle riforme costituzionali che dovevano limitare i poteri presidenziali, il movimento di Medvedchuk Scelta ucraina tappezzò le vie e la metropolitana di Kiev con manifesti contro la firma dell’accordo di associazione Ucraina-Ue. I manifesti suggerivano che il processo di integrazione europea avrebbe portato alla legalizzazione delle unioni omosessuali e a un vertiginoso aumento dei prezzi.

L’ex giornalista e ora parlamentare Mustafa Masi Nayyem, riformista e attivo nel movimento contro la censura della stampa, ha scritto sui social che “è difficile dire che cosa sia peggio, un blindato russo sulla linea di confine o una holding delle trasmissioni che appartiene praticamente a un parente di Putin”.

In aprile la vittoria del comico Volodymyr Zelensky, ritenuto filorusso, al ballottaggio delle presidenziali contro il presidente uscente Petro Poroshenko è stata festeggiata da Mosca. Secondo il viceministro degli Esteri, Grigori Karassine, gli ucraini “hanno votato per il cambiamento”

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