Il passo indietro di Luca Lotti con l’autosospensione dal partito per il coinvolgimento nell’inchiesta sulle manovre per le nomine dei procuratori di alcuni uffici giudiziari scuote parte del Pd e naturalmente l’ala renziana che lo difende con attestati di vicinanza e solidarietà. L’ex sottosegretario che non è indagato a Perugia, ma è imputato a Roma per la vicenda Consip, è stato intercettato mentre discute proprio di chi avrebbe dovuto secondo alcuni consiglieri del Csm occupare la poltrona lasciata libera dopo il pensionamento di Giuseppe Pignatone.

Ebbene il gesto dell’ex ministro – che in un lungo post su Facebook due giorni fa si era difeso con forza – è stato commentato da molti esponenti dem come se fosse eroico. “L’autosospensione di Luca Lotti  – commenta il senatore Pd Luciano D’Alfonso –  dimostra il suo rispetto nei confronti delle donne e degli uomini del Partito Democratico, ma al contempo rivela l’inadeguatezza di come l’attuale dirigenza del partito sta gestendo questa vicenda: la sensazione è quella di vertici sospesi rispetto alla realtà, ovvero all’intelligenza della realtà. Ci troviamo di fronte a un poderoso tentativo di scaricare sulle forze innovatrici del nostro partito le storture che da decenni fanno fragile la vita istituzionale dell’autogoverno dei giudici”. 

Ancora più duro il commento del deputato Luciano Nobili: “Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro, alle ‘gioiose macchine da guerra, al ‘torniamo al bipolarismo’ …non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo” dice il presidente dell’Associazione Sempre Avanti, ad Assisi alla convention dell’area renziana di Roberto Giachetti ed Anna Ascani. Solidarietà a Lotti, “oggetto di vergognose parole e comportamenti da compagni di partito – ha proseguito Nobili – L’unica cosa nuova nel Pd è una minoranza che non fa il fuoco amico su chi ha vinto il congresso, diversamente dal passato – ha detto Nobili, con Giachetti e la vicepresidente Pd Anna Ascani accanto a lui -. Ma la nostra lealtà ha un limite che si chiama pazienza. Alcuni esponenti della maggioranza Pd dicevano in campagna elettorale ‘dovremmo fare un accordo con M5S’, mentre noi ci siamo concentrati sulla campagna. L’unico allargamento di ‘Piazza Grande’ e “campo largo’ sono stati D’Alema e Bersani. D’ora in poi saremo leali ma intransigenti”.

Anche Ernesto Magorno, senatore, elogia il gesto del compagno di partito: “Più volte ho sottolineato l’onestà e la trasparenza di Luca Lotti. Oggi, alla luce della scelta non dovuta di autosospendersi dal Pd, non posso non rimarcare la generosità di Luca Lotti che mostra, alla prova dei fatti, di essere un gigante nei confronti di tanti altri”. Di generosità parla anche Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama: “La decisione di Luca Lotti è generosa e non dovuta. Siamo arrivati al paradosso di una campagna denigratoria che non è neanche supportata da una indagine e da reati contestati. Risulta particolarmente assurdo descrivere un deputato dell’opposizione, quale è Luca Lotti, come il burattinaio di nomine che peraltro spettano al solo Csm. Chi ha speculato su questa vicenda, anche dentro il Pd, sappia che difenderemo in tutti i modi, ed in tutte le sedi, la sua natura profondamente garantista. Fiera di essere a fianco di Luca anche ora. A testa alta, sempre. Noi andiamo avanti”. Stesso tono di  Antonello Giacomelli, deputato del Pd ed esponente di Base riformista: “La scelta generosa e leale di Luca Lotti lascia amarezza in molti di noi ma ha la non diffusa caratteristica di mettere l’interesse della sua comunità politica prima di ogni valutazione personale. Questa scelta apre anche la strada ad una necessaria, esaustiva riflessione sul rapporto tra politica e magistratura che evidentemente non può essere ridotto alle questioni di cui leggiamo in questi giorni”.

Anche ieri per Lotti erano scesi in campo tanti dem come Salvatore Margiotta: “È davvero una brutta giornata, nel Pd ha vinto la linea dettata dal festival dell’ipocrisia. La decisione di Luca Lotti sottolinea ancora una volta la sua trasparenza, e la sua voglia di lottare contro il fango di un’inchiesta giornalistica dai contorni ancora poco chiari. Io ricordo solo che il Pd o è garantista o rischia di non avere più ragione di essere”.  “L’autonoma decisione di Luca Lotti di autosospendersi dal Pd è un gesto di grande generosità da parte di una persona che ha a cuore la propria comunità politica” scriveva su Facebook il senatore Pd Eugenio Comincini. “Questa scelta sofferta- sottolinea- però mette in luce due ordini di problemi, che non potranno non essere dibattuti nelle competenti sedi del Partito: partendo dal presupposto che l’interessato non è oggetto di alcuna indagine e che la Giustizia non gli ha contestato alcun fatto, che valore ha una comunità politica che da più parti ti “spara” addosso? Il Pd è ancora un partito garantista? Questa vicenda genererà strascichi pesanti. Saranno strascichi politici, non certo giudiziari. Vedrete”. Anche il presidente dei senatori, Andrea Marcucci, commentava duramente: “Il Pd deve chiarirsi su un principio fondativo, il garantismo non può essere usato a fasi alterne, o a seconda delle aree politiche. Luca Lotti va ringraziato per una decisione di trasparenza che non era affatto dovuta. Sono convinto che tra qualche tempo saranno in molti, anche tra i dirigenti del Pd, che dovranno scusarsi con lui per le parole usate in queste ore. Luca Lotti va ringraziato per una decisione di trasparenza che non era affatto dovuta. Sono convinto che tra qualche tempo saranno in molti, anche tra i dirigenti del Pd, che dovranno scusarsi con lui per le parole usate in queste ore”.

“La scelta compiuta da Luca Lotti dimostra la sua sensibilità e la sua volontà di mettere al primo posto il bene del Partito democratico. È una scelta difficile, che molti di noi accolgono con dispiacere, ma che non può che essere guardata con rispetto e apprezzamento. Ma sicuramente una decisione che è il segno della sua qualità politica e umana. E che tuttavia non lo ripagherà della sofferenza subita in questi giorni” scriveva in una nota Lorenzo Guerini. Per Lotti poi la solidarietà di Raffaella Paita: “A quelli che in questi giorni lo hanno attaccato senza ricercare la verità, anche dentro il Pd, voglio dire che la caccia alle streghe è una vergogna politica e umana. E che il Pd non deve essere un luogo in cui si consumano rivalse. A quanti oggi gridano allo scandalo per intercettazioni non pubblicabili vorrei porre un quesito: cosa verrebbe fuori dalle vite di chi oggi da lezione se fossero intercettate con un trojan? Caro Luca faremo ancora tante battaglie – a testa alta – insieme”. Per Lotti si sono poi spesi Alessia Rotta, Caterina Biti, Debora Serracchiani, Graziano Delrio, Stefano Ceccanti, Enrico Borghi, Valeria Valente, Valeria Sudano, Francesco Verducci.

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