Potrebbe non essere ancora del tutto chiusa la vicenda FCA-Renault: secondo quanto riporta Reuters, ci sarebbe un riavvicinamento fra le due aziende, determinate a portare dentro al progetto anche Nissan, vero ago della bilancia. Infatti, il presidente di Fca, John Elkann, e quello di Renault, Jean-Dominique Senard, avrebbero discusso della possibilità di far ripartire il progetto. Tuttavia, come aveva suggerito il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, la priorità del colosso dell’auto transalpino è rafforzare l’alleanza coi giapponesi di Nissan: “Dobbiamo essere sicuri che il nostro partner Nissan e il Giappone siano d’accordo con ciò che vorremmo fare. Abbiamo bisogno di individuare ed affrontare le riserve da parte nipponica”.

A tal fine il Governo di Parigi (che detiene il 15% della Renault) sarebbe disposto anche a fare un passo indietro, riducendo la sua quota azionaria in Renault. Il vero obiettivo dei francesi è arrivare a una vera e propria fusione, ipotesi che però Nissan rifugge con forza: anzi, il gigante di Yokohama, secondo quanto riportato dalla stessa Reuters, vorrebbe che Renault riducesse in maniera significativa la sua quota in Nissan (oggi superiore al 43%). Una conditio sine qua non per avallare il matrimonio con FCA.

Un’impasse che sta portando i rapporti franco-nipponici al vertice della tensione: il primo a bruciarcisi le mani era stato l’ideatore della fusione Renault-Nissan, il grande capo dell’Alleanza Carlos Ghosn, finito addirittura in carcere a seguito di un’indagine interna avviata sul versante giapponese. Dopo l’arresto di Ghosn il cda di Nissan ha dato vita a una commissione ad hoc, pensata per riformare la governance della compagnia: in ballo ci sarebbe la separazione fra funzioni di vigilanza e quelle esecutive, istituzione di comitati interni per la delibera di nomine, retribuzioni e i controlli e l’aumento dei consiglieri da otto a undici, di cui sette indipendenti.

Il prossimo 25 giugno sarebbe già in programma un’assemblea degli azionisti di Nissan per portarsi avanti su questi temi, in parte già approvati dal cda della compagnia. Tuttavia Renault, intimorita dalla possibilità che il nuovo assetto organizzativo le possa far perdere influenza su Nissan, ha già comunicato all’amministratore delegato del partner, Hiroto Saikawa, che non sarà presente all’assemblea: un’assenza che non renderà possibile il raggiungimento del quorum necessario a procedere (due terzi del capitale sociale) alle varie approvazioni. Una decisione bollata come “oltraggiosa e irresponsabile” da parte di Nissan.

Non è escluso, peraltro, che Renault stia usando questa strategia per obbligare i giapponesi a sedersi al tavolo delle trattative ad analizzare tutti i dossier sul tavolo: dalla fusione Renault-Nissan ai futuri rapporti con FCA. “La Nissan ritiene che la nuova posizione della Renault su questo argomento sia deplorevole perché è in contrasto con gli sforzi della società per migliorare il proprio governo societario”, rispondono dal Giappone, pronti a richiedere l’uscita completa della Francia dal capitale sociale della Losanga.

Nelle ultime ore, comunque, Le Maire e l’omologo giapponese, Hiroshige Seko, hanno convenuto sul “desiderio condiviso di mantenere e rafforzare” l’Alleanza ventennale tra Renault e Nissan. “Ogni incomprensione tra i due Paesi è stata chiarita”, ha detto Le Maire al termine dell’incontro. “Se dobbiamo ridurre la quota di Renault in Nissan per avere una governance migliore, più efficiente e che prende decisioni più velocemente, siamo aperti a farlo”, ha ribadito Le Maire, intervistato dal Nikkei. Addirittura, da Parigi fanno sapere che “se la fusione Renault-Nissan è un problema per il nostro partner giapponese, non la forzeremo. Troveremo un’altra soluzione”. Segnali di un disgelo che farà da catalizzatore al matrimonio FCA-Renault? Complicato, per ora.