L’ex numero uno di Renault-Nissan Carlos Ghosn è stato nuovamente arrestato a Tokyo. Era stato rilasciato su cauzione il 6 marzo scorso, dopo essere stato recluso in carcere per 108 giorni in seguito alla contestazione di violazioni di norme fiscali e illeciti finanziari, in particolare di non aver dichiarato completamente i suoi guadagni per un ammontare equivalente a 80 milioni di dollari (poco più di 71 milioni di euro).

Il nuovo mandato di arresto, si tratta del quarto a carico dell’ex top manager, è stato eseguito dalla polizia prelevando Ghosn questa mattina prima delle 6 dalla sua abitazione. Un provvedimento “oltraggioso e arbitrario”, come lo ha definito il diretto interessato in una nota. Dove tra l’altro sostiene che stiano cercando di non farlo parlare: Ghosn aveva infatti annunciato mercoledì via Twitter una conferenza stampa per l’11 aprile, nella quale aveva intenzione di “raccontare la verità su quel che sta succedendo”.

Considerando poi che in Giappone, come pure in altri paesi, non è normale procedere nuovamente all’arresto a meno di un mese dalla concessione del rilascio su cauzione, anche il legale di Ghosn Junichiro Hironaka ha giudicato la decisione del pubblico ministero “estremamente irrituale”, ritenendo il suo assistito un “ostaggio della giustizia”. Ora gli investigatori avranno 48 ore per confermare i sospetti e avanzare la richiesta di 10 giorni di detenzione, a cui ne potrebbero seguire altri 10 formalizzando una seconda richiesta.

Ma quali sono gli addebiti mossi all’ex tycoon dai giudici giapponesi? Secondo quanto riportato dai media locali, come NhK, gli viene contestata l’appropriazione indebita di fondi della società. In particolare, il trasferimento nell’arco di sette anni (2011-2018) di una somma pari a 34,2 milioni di dollari in una succursale Nissan in Oman, la Suhail Bahwan Automobiles, gestita da Suhail Bahwan, un suo amico. Nella somma, rientrerebbe pure il pagamento di uno yacht da 3 milioni di dollari messo a disposizione del manager brasiliano di origini libanesi.

Carlos Ghosn, che se verrà giudicato colpevole rischia fino a 15 anni di carcere, ha dichiarato: “Questo arresto fa parte dell’ennesimo tentativo di alcuni individui in Nissan che cercano di farmi tacere inducendo in errore le autorità. Ma non mi spezzeranno”.