Al salone di Francoforte, in programma dal 12 al 22 settembre prossimi, gran parte degli stand potrebbero rimanere vuoti: quelli già assegnati si divideranno tra poche “vecchie signore” dell’automobilismo e qualche new entry proveniente dal mondo della tecnologia e delle telecomunicazioni.

Finora le rinunce accertate sarebbero 22: hanno detto di “no” FCA, Volvo, Rolls-Royce, Aston Martin, PSA (eccezion fatta per Opel) e i marchi giapponesi di Nissan, Mitsubishi, Mazda, Toyota, Suzuki e Subaru; Renault, che sulle prime si considerava come un’altra assente, ha fatto sapere che la sua presenza sarà “in una modalità diversa dal solito”, senza andare troppo nello specifico.

Tuttavia altri costruttori continuano a puntare sulle grandi kermesse e a prediligerle per le presentazioni importanti: tra queste Land Rover, che arriverà a Francoforte per mostrare la nuova Defender, o Volkswagen e Honda che porteranno le rispettive auto elettriche di nuova generazione. A Francoforte ci saranno anche la nuova Kia Xceed, inedito crossover compatto, la Seat Leon, la Skoda Octavia, la sportiva elettrica Porsche Taycan e la nuova Serie 1 di Bmw con trazione anteriore. Infine Ford, che porterà in Europa la nuova gamma di suv.

Ma la vera sorpresa potrebbe essere proprio la presenza, per la prima volta in un salone dell’automobile, di stand dedicati a nomi che nulla hanno a che vedere con le quattro ruote, perlomeno non direttamente. Come Vodafone, IBM e il “mostro sacro” dell’informatica, Microsoft. Nomi che avranno il loro spazio, a testimonianza di due considerazioni: la prima è che i Saloni tradizionali costano e ai costruttori non interessa più utilizzare queste “preziose” vetrine europee (come nel caso di Parigi, mentre Ginevra resta ancora un evento a sé) e internazionali (come Detroit) per presentare al grande pubblico i nuovi modelli.

La seconda considerazione è che le defezioni da un lato e la presenza di brand tecnologici dall’altro stanno a significare che la mobilità sta cambiando e i due mondi, anziché viaggiare in parallelo, ora sono pienamente integrati. Così, laddove c’è automobilismo, c’è necessariamente (alta) tecnologia: un fenomeno già osservato al Ces di Las Vegas dello scorso gennaio, il “Salone tecnologico” preso d’assalto dagli stessi costruttori automobilistici.

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