Rino Gattuso dice addio al Milan dopo un anno e mezzo. Il campione del mondo ha deciso di lasciare la squadra che ha guidato al termine di un confronto con l’amministratore delegato Ivan Gazidis. Con lui nella giornata di martedì è stato ufficializzato anche l’addio di Leonardo. Mentre la posizione di Paolo Maldini è ancora in bilico: Gazidis, secondo quanto scrive l’Adnkronos, sta tentando di mediare. 

“La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì, perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi”, ha detto l’ormai ex allenatore rossonero. Gattuso quindi rinuncia a 11 milioni in due anni previsti dal contratto che scade nel 2021. La causa del divorzio? Un altro divorzio. Quello tra ambizioni concrete e ideali. Il club rossonero subirà infatti limitazioni sul mercato imposte dal fair-play finanziario dell’Uefa (che potrebbe addirittura escludere il Milan dall’Europa League) e quindi non ci sarebbe spazio per grandi innesti.

Difficile quindi fare meglio dei 68 punti – record delle ultime sei stagioni – guadagnati in questo campionato. Punti non sufficienti per qualificarsi in Champions anche per un pizzico di sfortuna: il quarto posto è stato raggiungibile con quel punteggio in tre delle ultime sette stagioni. Sette stagioni come quelle che sono passate dall’ultima qualificazione dei rossoneri nell’Europa che conta. Ma le statistiche non sono sufficienti per placare le critiche dei tifosi: “Si pensa sempre che debba vincere perché si chiama Milan”, ha spiegato l’ex tecnico di Pisa e Sion

Nella serata di martedì sono arrivate anche le dimissioni (attese) di Leonardo. Il dirigente brasiliano potrebbe tornare in Brasile come commissario tecnico o anche ritornare al Paris Saint-Germain. A sostituirlo potrebbe essere il direttore sportivo del Lille, Luis Campos. Mentre è iniziato il valzer dei possibili sostituti per la panchina del Milan. Si fanno i nomi di Jardim (ex Monaco) e di Simone Inzaghi, fresco vincitore della Coppa Italia.

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