Julian Assange è stato incriminato negli Stati Uniti. Nei confronti del fondatore di Wikileaks sono stati presentati 17 capi d’accusa sulla base dell’Espionage Act per avere cospirato per ottenere e pubblicato informazioni classificate: se ritenuto colpevole rischia 10 anni per ogni capo d’accusa mosso nei suoi confronti. Secondo quanto scrive il New York Times, è la prima volta nella storia degli Stati Uniti che l’Espionage Act viene applicato a un reporter.

Le accuse
Il Dipartimento di Giustizia ha affermato che “le azioni di Assange hanno messo seriamente a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e portato benefici ai nostri avversari”. “Assange, Wikileaks e Manning hanno condiviso l’obiettivo comune di sovvertire le restrizioni di legge sulle informazioni riservate”, si legge nei documenti d’accusa depositati. La decisione di Assange di pubblicare i nomi di cittadini afgani e iracheni, giornalisti e leader religiosi che fornivano informazioni alle forze americane ha esposto queste persone “a gravi e imminenti rischi”, aggiunge il Dipartimento di Giustizia. Secondo i documenti diffusi oggi inoltre, “Chelsea Manning ha risposto alla sollecitazione di Assange e ha rubato documenti agli Stati Uniti”. Come scrive il Guardian, secondo l’accusa Assange “sapeva, aveva capito e aveva pienamente previsto” che Chelsea Manning gli stava illegalmente fornendo documenti riservati “contenenti informazioni sulla Difesa nazionale degli Stati Uniti”. Il fondatore di WikiLeaks – continua il Dipartimento di Giustizia – “ha reso noti i nomi di fonti e creato un grave e imminente rischio per vite umane” pur “sapendo che la diffusione dei nomi delle singole fonti avrebbe messo in pericolo quegli individui”.

La situazione giudiziaria del fondatore di WikiLeaks
I 17 nuovi capi d’accusa potrebbero aprire il dibattito sul Primo Emendamento, quello che garantisce la libertà di stampa e di parola. Come racconta Repubblica, l’Espionage Act non consente alcuna difesa ai giornalisti e ai giornali non riconoscendo alcun pubblico interesse alla divulgazione della notizia. Il New York Times ha inoltre fatto notare che è la prima volta nella storia degli Stati Uniti che viene applicato a un reporter. Assange sta scontando a Londra 50 settimane di detenzione con l’accusa di aver violato i termini di custodia nel 2012: è stato riconosciuto colpevole di non essersi presentato allora dal giudice ed essersi invece rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador.

Negli Stati Uniti un grand jury ha già incriminato Assange per l’interazione avvenuta nel 2010 con Chelsea Manning, l’ex analista dell’esercito che ha condiviso con WikiLeaks migliaia di documenti classificati. Il procedimento prevede una pena massima di 5 anni di carcere. Le nuove accuse, però, cambierebbero totalmente il quadro in caso di estradizione di Assange negli Stati Uniti.

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