“Abbiamo pagato 650 euro quella camera d’albergo. Ci è costato caro tutto questo, ma ne è valsa la pena. I leghisti erano attapirati perché dal palco si vedeva perfettamente lo striscione, che era enorme. E’ stato come un orgasmo“. Sono le parole di Riccardo Germani, il sindacalista USB che sabato pomeriggio si è travestito da Zorro e ha srotolato uno striscione a con la scritta “Restiamo Umani” durante la manifestazione sovranista voluta da Matteo Salvini a piazza Duomo, a Milano.

Ospite de “L’Italia s’è desta”, Germani rivela: “Abbiamo prenotato quella stanza, facendo chiamare una ragazza di madrelingua inglese che ha chiesto una prenotazione per due persone anonime. E’ l’unico hotel 7 Stelle in Italia e assicura una grande privacy per i suoi ospiti. In più, sono tutte suite che si affacciano al Duomo. Se vuoi, puoi chiamare due sarte di Prada e farti fare un vestito, queste cose così, insomma – scherza – Tra l’altro, l‘entrata dell’hotel non è neanche in piazza Duomo. E’ per questo motivo che la Digos ha impiegato molto tempo per trovarci. Ha dovuto perquisire tutti gli uffici che avevano i portoni nella piazza, non riusciva a capire dove eravamo. Chi ha tolto lo striscione? Nella stanza sono entrati gli addetti dell’hotel assieme alle forze dell’ordine. Quindi, sostanzialmente hanno rimosso entrambi lo striscione”.

Ma puntualizza: “Dobbiamo essere sinceri: il personale dell’hotel non voleva far entrare la questura per tutelare giustamente la privacy dei propri clienti. Stiamo parlando del top del top, insomma. Il libro su Salvini edito da Altaforte? Quel libro pubblicato da Casapound non va assolutamente acquistato. Poi facciano quello che vogliono, magari lo comprano perché hanno un tavolo con una gamba più corta. Il vestito da Zorro? Lo conservo come una reliquia in casa mia”.

Germani aggiunge: “A piazza Duomo non c’erano poi così tante persone. Di piazze me ne intendo, spesso piazza Duomo era piena negli anni ’90, soprattutto nei comizi finali dei partiti. Quella di Salvini era una piazza mezza vuota, gli ombrelli occupavano spazio. Saranno stati 10mila, a essere generosi 15 mila. Lo striscione? Quando sono entrate le forze dell’ordine, ci hanno chiesto i documenti, ci hanno identificato e poi hanno tolto lo striscione. Noi a quel punto non ci siamo opposti. Poi, se ci saranno contenziosi giudiziari, risponderemo – prosegue – anche perché non credo che avessero tutto il diritto di toglierci quello striscione. Magari quelli dell’hotel sì, ma loro no. Tra l’altro, era uno striscione non offensivo, non violento, privo di minacce nei confronti della Lega e di Salvini. Recava una frase di Vittorio Arrigoni. Inoltre, non abbiamo disturbato il comizio, ero solo vestito da Zorro. Dopo due ore, sono riusciti a intercettarci e a toglierci lo striscione“.

Il sindacalista conclude: “Il nostro fine non era disturbare il comizio, ma dare un messaggio positivo. Mi auguro che tanti diventino Zorro e che attraverso questo tipo di messaggi non violenti si arrivi ad avere una possibilità in più, da dare anche a chi ci governa. Oggi bisogna governare non con l’odio ma con messaggi positivi”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Regione Umbria, la crisi è una farsa: Catiuscia Marini si dimette (di nuovo). Ma il consiglio dovrà votare ancora

prev
Articolo Successivo

Omicidio D’Antona, Mattarella: “Simbolo di coesione sociale. La Repubblica ha lo scopo di colmare le fratture del Paese”

next